CoorDown: "Parole offensive sulla disabilità appartengano al passato"
Campagna CoorDown contro linguaggio offensivo
Una nuova campagna di sensibilizzazione promossa da CoorDown mira a contrastare l'uso dispregiativo di termini legati alla disabilità. Il video, con protagonista l'attore 19enne Noah Mattews Matofsky, affronta il tema del linguaggio offensivo con ironia e un approccio storico.
L'iniziativa, lanciata in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, si intitola «Just Evolve» (Evolvi e basta) e invita a riflettere su come certe parole, utilizzate per offendere o deridere, contribuiscano a perpetuare stereotipi dannosi.
Linguaggio e immaginario abilista
La campagna sottolinea come l'uso distorto di parole legate alla disabilità non sia solo un errore lessicale, ma alimenti un immaginario abilista. Questo si manifesta nella vita quotidiana, nei media e nelle istituzioni, riducendo le persone a simboli e scorciatoie emotive.
Espressioni come «ritardato» o «mongoloide» in Italia, o «retarded» nel mondo anglosassone, portano con sé un pesante stigma. Tali termini causano un danno concreto alle persone con sindrome di Down e a tutta la comunità disabile, ostacolando la loro piena partecipazione sociale.
Evoluzione culturale e linguistica
Il video di CoorDown illustra con leggerezza e realismo abitudini del passato oggi considerate inaccettabili e crudeli. Questo serve a evidenziare come l'evoluzione culturale abbia reso superate pratiche e mentalità un tempo diffuse.
«Siamo consapevoli che nella maggior parte dei casi le persone non usano queste parole con l'intento diretto di offendere», spiega Martina Fuga, presidente di CoorDown. «Tuttavia, il loro impiego contribuisce a creare un contesto culturale che associa la disabilità a incapacità e marginalità. Le parole che scegliamo hanno un potere enorme nel modellare la realtà, possono includere o escludere».
La campagna «Just Evolve» è visibile sul canale YouTube e sui canali social di CoorDown, promuovendo un cambiamento necessario verso un linguaggio più rispettoso e inclusivo.