Chiaravalle: cittadini in protesta per servizi essenziali
Mancanza servizi essenziali a Chiaravalle
I residenti di Chiaravalle, antico borgo storico parte di Milano, esprimono forte malcontento per la progressiva scomparsa dei servizi essenziali. La mancanza di un medico di base e la ridotta operatività della farmacia locale stanno creando notevoli disagi alla comunità, composta in gran parte da persone anziane.
La situazione è diventata insostenibile dopo la chiusura a dicembre del servizio di vendita di medicinali, ora ridotto a un "dispensario" aperto solo per poche ore a settimana. Questo costringe gli abitanti a percorrere chilometri per accedere a beni di prima necessità, aggravando la loro condizione.
Farmacia e medico: le richieste dei cittadini
L'associazione Borgo di Chiaravalle, guidata da Fabio Songa, ha lanciato una petizione che ha raccolto 900 firme. La richiesta è chiara: ripristinare un servizio pubblico sanitario che garantisca il diritto alla salute. La protesta si è concretizzata in un presidio in via San Bernardo, dove residenti, molti anziani e persone con disabilità, hanno manifestato pacificamente sotto la pioggia.
Michele Sebregondio, ottantatreenne, sottolinea la gravità della situazione: «Se avessi bisogno di un farmaco che in quel momento non è disponibile, potrei averlo solo dopo giorni». La comunità parrocchiale e l'associazione Terzo paesaggio supportano attivamente le richieste, chiedendo un intervento concreto da parte delle istituzioni locali e dell'ATS.
Risposte delle istituzioni e prospettive future
I rappresentanti del Municipio 5, tra cui il presidente Natale Carapellese, hanno riconosciuto le problematiche. Per il dispensario farmaceutico, si sta valutando la possibilità di garantire un servizio continuativo e di attivare consegne a domicilio. Per quanto riguarda il medico di base, si ammette la carenza nelle zone periferiche come Chiaravalle, e si ipotizza l'istituzione di un ambulatorio settimanale, con disponibilità di spazi da parte di MM.
L'assessore Bertolè, a seguito di un'interrogazione comunale presentata da Natascia Tosoni (Pd), ha confermato che la carenza di farmacisti ha causato la chiusura temporanea. Si attendono sviluppi dal prossimo consiglio di amministrazione di Benu farmacie e dalla commissione Welfare con ATS, previsti per aprile. Parallelamente, emergono criticità relative ai lavori incompiuti nelle case comunali di via San Bernardo e ai continui disservizi, come il riscaldamento assente in diversi alloggi.