A Cascina Gatti, quartiere di Milano, i servizi sanitari essenziali sono stati definitivamente chiusi. Le associazioni locali protestano, definendo la situazione un abbandono delle periferie. Le autorità sanitarie giustificano le decisioni con la riorganizzazione e la scarsa affluenza.
Servizi sanitari chiusi a Cascina Gatti
Il quartiere di Cascina Gatti a Milano non vedrà la riapertura dei servizi sanitari precedentemente offerti. Questa notizia è stata confermata dal direttore generale dell’Asst Nord Milano, Tommaso Russo. Una lettera indirizzata all’associazione Sottocorno ha ufficializzato la chiusura definitiva. I servizi amministrativi, che gestivano la scelta e revoca del medico, la fragilità e la disabilità, erano già sospesi da tre anni.
La sede di via Marx 195 non ospiterà più queste prestazioni. La decisione ha suscitato forte disappunto tra i residenti e le associazioni che tutelano i loro interessi. La comunicazione ufficiale ribadisce la volontà di non ripristinare le attività nella zona.
Trasferimento del punto prelievi
Il punto prelievi, precedentemente situato in via Marx 111, è stato spostato. Ora si trova presso la Casa di comunità di via Oslavia, nella zona Marelli. Il direttore Russo ha spiegato che la sospensione temporanea è stata necessaria per le attività di riorganizzazione. Ha sottolineato che un altro centro prelievi rimane attivo in viale Matteotti.
La motivazione principale addotta per il trasferimento è la scarsa affluenza registrata nella sede di via Marx. Si parlava di una media di circa 14 accessi giornalieri. Questo dato, secondo l’Asst Nord Milano, non giustificherebbe il mantenimento del servizio in quella sede. Il trasferimento permetterebbe una migliore integrazione con altri servizi nella nuova struttura.
Guardia medica trasferita per sicurezza
Anche il servizio di continuità assistenziale, comunemente nota come guardia medica, ha subito un trasferimento. Ad agosto, il servizio era stato spostato a Cologno Monzese. La ragione principale di questo spostamento era legata a episodi di aggressione ai danni del personale sanitario. L’obiettivo era garantire la sicurezza degli operatori.
Attualmente, il servizio è stato riattivato a Sesto, sempre all’interno della Casa di comunità. Russo ha affermato che questa collocazione è in linea con le direttive regionali. Le Case di comunità sono identificate come punti di riferimento per l’erogazione integrata dei servizi territoriali. Il modello organizzativo è destinato a evolvere con la centrale unica di Areu per una gestione più efficiente.
Le associazioni criticano le decisioni
Le spiegazioni fornite dalle autorità sanitarie non hanno placato le critiche delle associazioni e dei comitati locali. L’associazione Sottocorno ha ringraziato il dottor Russo per la sua risposta. Tuttavia, ha espresso il desiderio di un incontro per illustrare meglio i disagi causati da queste decisioni.
La preoccupazione principale riguarda la progressiva chiusura di tutti i servizi a Cascina Gatti. Questo quartiere è considerato il più periferico della città. I servizi sono stati concentrati in una struttura centrale, che presenta problemi di parcheggio. Inoltre, la nuova sede dista circa 20 minuti a piedi dall’ospedale e da Multimedica.
Sottocorno ribadisce la propria convinzione: «Crediamo che una Casa di comunità debba offrire servizi dove questi non ci sono. Replicarli dove esistono lo consideriamo solo uno spreco». L’associazione ritiene che una struttura unica non sia sufficiente per una realtà che conta oltre 82mila persone. La concentrazione dei servizi in un unico punto, lontano dalla periferia, viene vista come un abbandono.