La disponibilità di benzina e gasolio in Italia appare assicurata per i prossimi mesi, secondo l'Unem. Tuttavia, emerge una criticità significativa riguardo al jet fuel, a causa della concentrazione delle raffinerie nel Golfo.
Disponibilità di carburanti per autotrazione
Non si prevedono carenze di benzina e gasolio per i veicoli. L'associazione dei produttori e distributori di carburanti, Unem, conferma che le forniture per aprile e maggio sono garantite. Anche per i mesi successivi, si stima che il petrolio sarà reperibile. La capacità di raffinazione nazionale è considerata sufficiente a soddisfare la domanda interna. Questa rassicurazione si estende anche al gasolio destinato all'uso navale.
Il presidente dell'Unem, Gianni Murano, ha dichiarato all'ANSA che le scorte attuali coprono il fabbisogno per aprile e maggio. La produzione italiana di raffinati è in grado di soddisfare le necessità del paese. Non è quindi necessaria l'importazione di prodotti finiti. L'unica potenziale criticità potrebbe derivare da un aumento eccessivo del prezzo del greggio, che renderebbe meno conveniente la raffinazione.
Il nodo del jet fuel e le raffinerie nel Golfo
La vera preoccupazione espressa da Murano riguarda il jet fuel, il carburante per aerei. La dipendenza da raffinerie situate in aree geografiche specifiche, come il Golfo, rappresenta un punto debole. Molte di queste infrastrutture si trovano in paesi come Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi. L'Unione Europea importa una quota significativa di jet fuel da queste regioni.
L'Europa importa circa 10 milioni di tonnellate di jet fuel. La Gran Bretagna ne importa altrettante. Circa la metà di questo quantitativo, 10 milioni di tonnellate, proviene da raffinerie nel Golfo. Sostituire queste forniture si prospetta come una sfida complessa. Anche le raffinerie in India ed Egitto, che riforniscono l'Europa, potrebbero ridurre la loro produzione se venissero a mancare le forniture di greggio dal Golfo.
Impatto dello Stretto di Hormuz e incertezza futura
L'eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio marittimo cruciale per il trasporto di petrolio, è un altro fattore di potenziale instabilità. Attraverso questo stretto transita circa il 10% del petrolio mondiale, pari a circa 11 milioni di barili al giorno. La maggior parte di questo greggio è destinato all'Asia. La sua mancata disponibilità potrebbe essere compensata da altre fonti.
Tuttavia, l'aumento della domanda asiatica, dovuta alla difficoltà di approvvigionamento dal Golfo, potrebbe far lievitare i prezzi. Murano ha ammesso che il prezzo del gasolio è raddoppiato. Nonostante ciò, la disponibilità generale di carburanti per autotrazione non è in discussione. L'incertezza futura riguarda soprattutto il jet fuel, per il quale le coperture attuali sono garantite solo per aprile e maggio.
La domanda di jet fuel potrebbe inoltre subire flessioni. Fattori come l'incertezza politica, specialmente verso il Medio Oriente, potrebbero indurre una riduzione dei voli aerei. Questa eventualità rende ancora più difficile prevedere la situazione del mercato del jet fuel oltre i prossimi due mesi. La dipendenza da specifiche aree geografiche per la produzione di questo carburante rimane il nodo centrale della questione.