Calcio giovanile: tecnico squalificato per razzismo e insulti
Sanzioni per episodi di discriminazione
Il Tribunale Federale Nazionale della FIGC ha emesso sanzioni disciplinari a seguito di gravi episodi di razzismo e abuso psicologico verificatisi in una squadra Juniores nazionale della Lombardia. L'allenatore protagonista di tali condotte è stato sospeso per quattro mesi.
Le decisioni del Tribunale riguardano anche dirigenti della società, penalizzati per non essere intervenuti tempestivamente a seguito delle segnalazioni ricevute. L'indagine, avviata dalla Procura Federale a fine gennaio, ha portato al deferimento di tre figure chiave della squadra.
Dettagli sugli abusi e le offese
All'allenatore, identificato come A.C., sono state contestate violazioni delle norme sulla prevenzione e il contrasto di abusi e discriminazioni. Durante gli allenamenti precampionato della stagione 2025-2026, avrebbe manifestato comportamenti sopraffattori e discriminatori verso i giovani atleti. Questi atti avrebbero causato un profondo disagio emotivo tra i ragazzi.
Le offese riportate nel dispositivo del Tribunale includono espressioni come «Io non so come c... facevi tu a giocare l’anno scorso», «Tu sei dislessico» e «te l’ho detto già tre volte, sciacquati dai c... e vattene via». Ad un altro giovane calciatore sono state rivolte frasi quali «vai a piangere dalla mamma e sciacquati dai c...» fino al «tu non capisci niente e per giunta sei pure negro», o «sacco di m...».
Responsabilità dei dirigenti e del presidente
Anche il dirigente G.C., Responsabile del Safeguarding, è stato sanzionato per aver omesso di intervenire. Nonostante fosse a conoscenza delle denunce dei calciatori, non ha adottato misure cautelative o correttive adeguate, permettendo all'allenatore di proseguire nei suoi comportamenti. L'ex presidente G.S., dimessosi nel novembre 2025, è stato punito per aver mancato di adottare provvedimenti idonei a tutelare i giovani atleti.
Il Tribunale ha inflitto all'allenatore una squalifica di quattro mesi. Per l'ex presidente è stata decisa un'inibizione di quattro mesi, mentre per il dirigente la sanzione è di due mesi e venti giorni. La società lombarda è stata inoltre condannata al pagamento di un'ammenda di 1.200 euro.