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Il calcio come ponte di speranza

Milano, 19 maggio. Il Centro Sportivo Italiano (CSI) ha celebrato il suo impegno nel portare i valori dello sport, in particolare del calcio, in contesti di difficoltà globale. L'evento, tenutosi al Belvedere Silvio Berlusconi di Palazzo Lombardia, ha visto la premiazione di volontari e sostenitori.

La sottosegretaria regionale alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, ha sottolineato come il pallone possa rappresentare una fonte di speranza educativa. Il progetto «CSI per il Mondo» mira a diffondere il calcio in nazioni dove la povertà è una realtà quotidiana.

Valori sportivi in aree svantaggiate

L'iniziativa del CSI assume un'importanza particolare nel promuovere l'unione tra culture diverse attraverso lo sport. La sottosegretaria Picchi ha evidenziato come queste esperienze insegnino ad apprezzare il valore della condivisione, anche nella semplicità.

«Noi spesso ci creiamo problemi per una serie di circostanze in realtà futili», ha affermato Picchi, contrapponendo questa visione all'essenza del progetto. Quest'ultimo porta «la bellezza del poco, ma condiviso» in aree di estrema povertà.

La sottosegretaria ha condiviso un'esperienza personale vissuta durante una missione nelle favelas brasiliane. Lì, l'offerta di una semplice bibita da parte di una famiglia locale, un bene considerato di lusso in quel contesto, ha fatto comprendere il profondo valore del dono e l'importanza dell'attenzione verso l'altro.

Prospettive future e inclusione

Guardando avanti, la Regione Lombardia intende proseguire il sostegno a progetti con un forte valore inclusivo. La sottosegretaria Picchi ha menzionato i bandi «Giovani Smart», con risorse aumentate a 5,6 milioni di euro, e «Giovani in Rete», sviluppato in collaborazione con gli Oratori Diocesi Lombarde (ODL).

Queste iniziative mirano a potenziare le opportunità per i giovani, promuovendo la loro partecipazione attiva e il loro sviluppo personale attraverso attività sportive e sociali.

Un network globale di volontari

Il Centro Sportivo Italiano vanta una rete di volontari attivi in diverse parti del mondo, da Haiti alla Repubblica Democratica del Congo. Questi volontari, provenienti da tutta Italia, portano lo sport in paesi spesso dimenticati dalle cronache internazionali.

Valentina Piazza, responsabile del progetto «CSI per il Mondo», ha enfatizzato il significato di portare un pallone in «periferia del mondo»: «significa portare futuro». Questo sottolinea il potere dello sport come motore di cambiamento e speranza.

Il presidente del CSI Milano, Massimo Anchini, ha specificato le aree di intervento principali: Camerun, Burundi, Bangladesh, Madagascar e Perù. I volontari, giovani tra i 18 e i 35 anni, partono in due periodi dell'anno: durante l'estate e a Natale.

L'esperienza è descritta come altamente formativa, permettendo ai partecipanti di mettersi in gioco per aiutare i meno fortunati e di acquisire una prospettiva più ampia sulla realtà globale.

Domande e Risposte

Cosa significa il progetto «CSI per il Mondo»?

Il progetto «CSI per il Mondo» del Centro Sportivo Italiano utilizza il calcio come strumento per portare speranza, educazione e valori sportivi in aree del mondo afflitte dalla povertà, promuovendo l'inclusione e la condivisione tra culture diverse.

Chi sono i volontari coinvolti e dove operano?

I volontari sono giovani italiani tra i 18 e i 35 anni che operano in paesi come Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Camerun, Burundi, Bangladesh, Madagascar e Perù. Partono principalmente in estate e nel periodo natalizio per un'esperienza formativa e di volontariato.

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