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Un'indagine ha portato all'arresto di tre persone per caporalato e immigrazione clandestina. Sono stati sequestrati beni per oltre 19 milioni di euro. L'operazione ha coinvolto diverse province.

Maxi operazione contro caporalato e immigrazione

Un'ampia operazione ha colpito un'organizzazione criminale. Le accuse includono favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Sono contestati anche caporalato e frodi fiscali. Tre persone di origine indiana sono finite ai domiciliari. Sono ritenuti i capi di un'associazione a delinquere transnazionale. L'indagine è stata coordinata dalla Procura di Brescia. La Guardia di Finanza di Rovato ha eseguito le misure cautelari.

L'operazione ha portato anche a un divieto temporaneo. Questo impedisce di esercitare professioni e uffici direttivi. La durata è di dodici mesi. I legali rappresentanti di dodici aziende agricole sono stati denunciati. Sono accusati di aver utilizzato manodopera illecita. La manodopera proveniva dall'organizzazione smantellata.

Sequestri per oltre 19 milioni di euro

L'organizzazione criminale avrebbe gestito l'ingresso in Italia di 1.364 stranieri. Questo è avvenuto tra il 2018 e il 2024. L'attività illecita ha generato profitti per oltre 19,2 milioni di euro. È stato disposto il sequestro di questa somma. Per ottenere un permesso di soggiorno stagionale, agli immigrati veniva chiesta una tariffa elevata. Si trattava di 13.800 euro. A questa si aggiungevano altri 7.200 euro. Questi servivano per la conversione del permesso a termine.

L'intera operazione si sarebbe svolta con la complicità di numerose aziende agricole. Queste realtà avrebbero favorito il sistema. La manodopera straniera era sottoposta a sfruttamento. L'indagine ha messo in luce una complessa rete di illeciti. La Guardia di Finanza ha fornito i dettagli dell'operazione.

Le indagini e la strategia criminale

Le indagini sono scaturite da un controllo amministrativo. Questo è stato effettuato insieme all'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Durante il controllo, è stata trovata documentazione extra-contabile. Questa documentazione ha fatto emergere sospetti. Si ipotizzava la somministrazione fraudolenta di manodopera. L'organizzazione criminale era composta da dodici persone. Operava attraverso tre entità giuridiche italiane. Esisteva anche una società di diritto indiano.

L'associazione avrebbe facilitato l'immigrazione clandestina. Ha anche favorito lo sfruttamento di connazionali. Questi venivano impiegati come manodopera stagionale. Le aziende agricole coinvolte si trovavano in diverse province. Tra queste: Brescia, Cremona, Piacenza, Milano e Lodi. L'organizzazione emetteva anche fatture false. Si trattava di operazioni giuridicamente inesistenti.

Frode sul "Decreto Flussi"

La strategia dell'organizzazione era ben definita. Per ogni straniero non residente che richiedeva il permesso di soggiorno, veniva falsificata la documentazione. Si dichiarava fittiziamente un'offerta di lavoro. Veniva anche attestata la disponibilità di un alloggio adeguato. Lo scopo era aggirare la normativa sul "Decreto Flussi". Questo decreto regola l'ingresso degli stranieri per lavoro.

L'organizzazione forniva documenti falsi. Questi servivano a raggiungere il monte ore necessario. Era richiesto per convertire il permesso da stagionale a termine. In alcuni casi, i lavoratori non svolgevano le ore dichiarate. Queste giornate venivano però segnate fittiziamente in busta paga. Questo sistema era possibile grazie alla connivenza di molte imprese agricole.

Sfruttamento e condizioni di lavoro

Le imprese agricole assumevano gli stranieri solo formalmente. Questo permetteva all'organizzazione di ottenere più quote di ingresso. In cambio, ricevevano un rimborso. Il periodo di assunzione formale era sufficiente per ottenere la conversione del permesso di soggiorno. Successivamente, i lavoratori venivano indirizzati verso le imprese clienti dell'organizzazione. Questi lavoratori venivano impiegati in condizioni di sfruttamento. Le retribuzioni erano inferiori al dovuto. A volte venivano pagati a giornata, non a ore.

Sono state violate le norme su orari di lavoro e riposo. Un lavoratore, ad esempio, avrebbe lavorato per 73 giorni consecutivi. Non venivano rispettate le normative su sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Le buste paga erano decurtate. Venivano sottratte le somme per la commissione illecita. Erano incluse anche le spese vive sostenute dall'organizzazione. Queste includevano cibo, affitto degli alloggi e carburante.

Domande e Risposte

Cosa è stato scoperto nell'operazione anti-caporalato?

Nell'operazione sono stati scoperti casi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, caporalato, somministrazione abusiva di manodopera e frodi fiscali. Tre persone sono state arrestate e sono stati sequestrati beni per oltre 19 milioni di euro.

Quali erano le accuse rivolte all'organizzazione?

L'organizzazione era accusata di aver promosso e capeggiato un'associazione per delinquere transnazionale. Avrebbero favorito l'ingresso in Italia di 1.364 stranieri tra il 2018 e il 2024, sfruttando la manodopera e frodando il fisco.

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