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Il Tribunale di Milano ha ammesso la class action del Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano contro Meta per il data scraping di Facebook. Si tratta del primo caso in Europa a essere discusso.

Ammessa class action contro Meta per data scraping

Il 10 aprile 2026, il Tribunale di Milano ha dato il via libera a un'azione legale collettiva. Questa azione è stata promossa dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano (Ctcu). L'obiettivo è contrastare Meta Platforms Ireland Limited. La causa riguarda il data scraping avvenuto su Facebook. Il periodo in questione va dal 1° gennaio 2018 al 30 settembre 2019.

Questa decisione segna un importante passo avanti. È il primo procedimento di questo tipo ad essere ammesso in Europa. La sentenza apre la strada a una discussione approfondita sulla responsabilità delle piattaforme social.

Scoperta fuga di dati e danni per gli utenti

Nell'aprile 2021, emerse una grave falla nella sicurezza. I dati di oltre 500 milioni di utenti Facebook globali furono messi in vendita sul darknet. Questa fuga di informazioni ha colpito anche circa 35 milioni di cittadini italiani. I dati sottratti potevano essere usati per scopi illeciti.

Tra questi usi rientrano messaggi di spam, tentativi di phishing e furto d'identità. Il Ctcu ha agito per tutelare i diritti dei consumatori. Ha presentato la class action presso il Tribunale di Milano. L'associazione, riconosciuta a livello nazionale, è assistita dallo Studio legale Dolce-Lauda. Gli avvocati Rodolfo Dolce e Carlo Malossi seguono il caso.

Obiettivi della class action e prossimi passi

La class action mira a raggiungere due obiettivi principali. Innanzitutto, vuole rendere più sicuro l'uso di Facebook. Ciò avverrà tramite una gestione più rigorosa delle impostazioni di sicurezza. In secondo luogo, l'azione legale punta a ottenere un risarcimento per i danni subiti dagli utenti.

Gunde Bauhofer, Direttrice del Ctcu, ha commentato con soddisfazione. «L'ammissione dell'azione di classe è una prima grande vittoria per i diritti dei consumatori», ha dichiarato. «Sappiamo che sono in corso azioni analoghe in vari paesi europei, ma quella italiana è la prima ad essere stata ammessa per essere discussa».

La prossima udienza è fissata per ottobre 2026. In questa sede si discuterà anche dell'ammontare del rimborso per ogni singolo consumatore. L'avvocato Rodolfo Dolce ha spiegato: «La Corte di Giustizia è molto chiara in merito, anche un semplice disagio o fastidio per l'utente è risarcibile, senza alcuna soglia minima».

I consumatori interessati sono invitati a iscriversi sul sito del Ctcu. L'associazione fornirà aggiornamenti sugli sviluppi della vicenda. L'obiettivo è garantire trasparenza e informazione a tutti i partecipanti.

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