Luca Barbareschi descrive il presidente americano protagonista di "November" come un bambino capriccioso, paragonandolo a Donald Trump. La commedia di David Mamet esplora il dietro le quinte del potere.
Il ritratto del presidente americano
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, viene paragonato al protagonista della commedia "November" di David Mamet. L'attore Luca Barbareschi, interprete della pièce teatrale in scena al teatro Manzoni di Milano, definisce il personaggio come un "bambino capriccioso".
«È un signore di ottant'anni che ragiona come un bambino di sei», afferma Barbareschi. «Un bambino di quell'età non media, non vuole, ma pretende», aggiunge l'artista.
La commedia, diretta da Chiara Noschese, vede Barbareschi nei panni di Charles Smith, un presidente USA in forte calo di consensi. Per recuperare popolarità, il personaggio tenta una mossa disperata.
La commedia "November" e il potere
«November» giunge alla sua seconda stagione, presentata come una «commedia feroce e irresistibile». La pièce teatrale porta in scena il "dietro le quinte del potere". Il presidente americano è disposto a tutto pur di ottenere la rielezione.
Un esempio eclatante è la concessione della grazia a due tacchini, un gesto simbolico compiuto prima del giorno del Ringraziamento. Barbareschi sottolinea come, al momento della scrittura, una situazione politica così turbolenta per una grande nazione occidentale fosse difficilmente immaginabile.
«Invece eccoci qua, a vivere un presente quantomeno strano e cercare al contempo di capirci qualcosa», ha commentato l'attore. La commedia descrive con accuratezza e umorismo le dinamiche che coinvolgono un presidente in scadenza di mandato.
La cultura e l'impresa in Italia
Barbareschi ha anche espresso la sua opinione sulla situazione culturale e imprenditoriale in Italia. «Nel nostro Paese hanno chiuso 1000 teatri», ha dichiarato con preoccupazione.
L'attore critica l'atteggiamento di alcuni politici, sostenendo che «non si rendono conto che l'Italia non è Roma». Come esempio della sua battaglia personale, cita l'acquisto e il restauro del teatro Eliseo per 15 milioni di euro.
«Ho il risultato di avere contro non la politica, che ci sta, ma i miei colleghi. Rosiconi», ha affermato Barbareschi. Descrive l'Italia come un luogo «dove è impossibile fare impresa, un'impresa normale, un'impresa culturale».
«Tutte queste verità», conclude l'attore, che celebra 50 anni di carriera, «non le dice nessuno».