Cronaca

Anoressia: ricercatrice studia cause biologiche per nuove cure

15 marzo 2026, 18:56 2 min di lettura
Anoressia: ricercatrice studia cause biologiche per nuove cure Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Ricerca scientifica sui disturbi alimentari

Una giovane ricercatrice milanese, Francesca Mottarlini, sta esplorando le cause profonde dell'anoressia nervosa. Il suo studio si concentra sui meccanismi molecolari e neurobiologici che scatenano questo disturbo, con l'obiettivo di individuare terapie farmacologiche mirate, attualmente inesistenti. La sua ricerca è finanziata dal bando “Giovani ricercatori“ di Fondazione Cariplo.

Mottarlini, 32 anni, opera presso il Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell'Università Statale di Milano. Dopo una solida formazione in tossicologia e biotecnologie, ha deciso di dedicarsi allo studio dei disturbi psichiatrici, con un focus particolare sull'anoressia nervosa.

Anoressia nervosa: un problema in crescita

Il disturbo alimentare è in aumento, soprattutto nel periodo post-pandemico. L'età di esordio si sta abbassando drasticamente, con casi che emergono già nella preadolescenza, tra i 10 e i 12 anni. Questo rende la diagnosi precoce e l'intervento tempestivo sempre più cruciali.

La difficoltà nel riconoscere i segnali precoci, specialmente nei più giovani, rappresenta una sfida significativa. Genitori e istituzioni scolastiche si trovano spesso impreparati a gestire queste situazioni complesse, sottolineando la necessità di protocolli standardizzati per l'identificazione dei rischi.

Ricerca di terapie farmacologiche innovative

Attualmente, mancano trattamenti farmacologici specifici per l'anoressia nervosa. Le terapie esistenti si concentrano sulla gestione di sintomi associati, come la depressione, ma non affrontano la causa scatenante del disturbo. La ricerca di Mottarlini mira a colmare questa lacuna, studiando le disfunzioni proteiche e la comunicazione anomala tra corpo e cervello.

L'esperienza maturata negli Stati Uniti, presso la University of Colorado di Denver, ha fornito alla ricercatrice competenze avanzate nell'uso di tecniche all'avanguardia, utili anche per lo studio dell'anoressia. Nonostante le difficoltà legate ai finanziamenti in Italia, Mottarlini ha scelto di tornare nel suo paese per sviluppare questo importante progetto di ricerca.

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