Cronaca

Anoressia: ricerca milanese punta a terapie biologiche

15 marzo 2026, 22:03 2 min di lettura
Anoressia: ricerca milanese punta a terapie biologiche Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Ricerca sui disturbi alimentari a Milano

Una giovane ricercatrice milanese sta esplorando le cause biologiche dell'anoressia nervosa, puntando a sviluppare terapie farmacologiche mirate. Francesca Mottarlini, 32 anni, lavora presso il Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell'Università Statale di Milano.

Il suo studio, finanziato dal bando “Giovani ricercatori“ di Fondazione Cariplo, si concentra sui meccanismi molecolari e neurobiologici alla base del disturbo. L'obiettivo è superare le attuali limitazioni terapeutiche, che si concentrano principalmente sulla gestione dei sintomi psicologici e depressivi associati.

Anoressia: un problema biologico e psicologico

Mottarlini ipotizza che l'anoressia nervosa possa derivare da una disfunzione nella comunicazione tra corpo e cervello, legata al malfunzionamento di specifiche proteine. Questa prospettiva apre nuove strade per la comprensione e il trattamento del disturbo.

La ricercatrice ha scelto di tornare in Italia dopo un'esperienza negli Stati Uniti, presso la University of Colorado di Denver, dove ha affinato tecniche di ricerca all'avanguardia. La sua decisione è motivata dal desiderio di contribuire alla crescita della ricerca scientifica nel proprio paese, nonostante le note difficoltà legate ai finanziamenti.

Aumento dei casi e abbassamento dell'età di esordio

Il fenomeno dell'anoressia nervosa mostra un preoccupante aumento, soprattutto nel periodo post-pandemico. Si registra inoltre un abbassamento dell'età di esordio, con casi che emergono già nella preadolescenza, intorno ai 10-12 anni. Questo dato rende ancora più urgente la necessità di strumenti di diagnosi precoce e terapie efficaci.

La difficoltà nel riconoscere i segnali precoci, specialmente nei bambini, rappresenta una sfida significativa per famiglie, scuole e operatori sanitari. La ricerca di Mottarlini mira a fornire risposte concrete a questo complesso quadro clinico.

Ricerca in Italia: sfide e prospettive

Nonostante le difficoltà strutturali e la cronica carenza di finanziamenti, la ricerca italiana possiede un grande potenziale. La scelta di Mottarlini di tornare e investire le sue competenze in Italia testimonia la volontà di costruire un futuro scientifico solido nel paese.

La sua ricerca, seppur ancora in fase di assegnista, promette di apportare contributi significativi alla comprensione e al trattamento dell'anoressia nervosa, con l'ambizione di migliorare la vita di molti pazienti.

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