L'assemblea degli azionisti di Amplifon ha dato il via libera al bilancio dell'esercizio 2025, stabilendo un dividendo di 0,29 euro per azione. Approvati anche piani di incentivazione per i dipendenti e il riacquisto di azioni proprie.
Approvato il bilancio 2025 e dividendo per gli azionisti
L'assemblea dei soci di Amplifon, sotto la presidenza di Susan Carol Holland, ha ratificato il bilancio relativo all'anno 2025. È stata deliberata la distribuzione di un dividendo di 0,29 euro per ciascuna azione posseduta.
La società ha chiuso l'esercizio 2025 con ricavi consolidati che hanno raggiunto i 2.395,7 milioni di euro. Questo dato rappresenta un incremento dell'1,7% rispetto al periodo precedente.
L'Ebitda adjusted si è attestato a 540,4 milioni di euro. L'utile netto consolidato ha toccato quota 159,2 milioni di euro.
Incentivi per dipendenti e dirigenti approvati
L'assemblea ha dato il suo consenso al piano di azionariato denominato «Stock Grant Plan 2026-2031». Questo piano è destinato ai dipendenti della società e delle sue controllate.
Sono stati conferiti al consiglio di amministrazione tutti i poteri necessari per l'implementazione e la gestione di tale piano di azionariato. L'obiettivo è rafforzare il legame tra i collaboratori e il successo aziendale.
È stato inoltre approvato il piano di co-investimento «Sustainable Value Sharing Plan 2026-2028». Questo piano mira a incentivare l'amministratore delegato, il direttore generale, i dirigenti strategici e altre figure chiave.
Il piano prevede un periodo di maturazione (vesting) triennale. L'incentivazione è legata al raggiungimento di specifici obiettivi aziendali.
Via libera al riacquisto di azioni proprie
Gli azionisti hanno autorizzato un nuovo piano per l'acquisto e la successiva disposizione di azioni proprie. Questa decisione comporta la revoca del piano attualmente in vigore, la cui scadenza è prevista per l'ottobre 2026.
La nuova autorizzazione avrà una durata di 18 mesi. Permetterà alla società di procedere all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie, anche in più tranche. L'operazione è concepita in modo rotativo.
L'obiettivo è che la società possa detenere, tenendo conto delle azioni già in portafoglio, un numero complessivo di azioni proprie non superiore al 10% del capitale sociale. Questo strumento mira a ottimizzare la struttura del capitale.