Ambra Medda, figura di spicco nel mondo del design internazionale, apre a Milano uno spazio culturale innovativo chiamato AMO. L'iniziativa mira a valorizzare l'artigianato di alta qualità e promuovere un dialogo tra culture diverse, con un focus particolare sull'autenticità e la tradizione.
Nuovo centro culturale milanese AMO
La designer Ambra Medda ha inaugurato uno spazio fisico a Milano, denominato AMO. Questo luogo è pensato per diventare un punto d'incontro e scambio culturale. Si trova in via Nullo 6.
Medda, con un passato internazionale, ha co-fondato e diretto Design Miami per sei anni. Successivamente ha vissuto a Berlino, New York e Londra. Qui ha gestito progetti di design e piattaforme online. Ora è tornata a Milano con la sua famiglia, stabilendosi nella zona di Piazzale Dateo.
Il suo nuovo progetto, AMO, è descritto come un luogo flessibile. Sarà dedicato a incontri, mostre e dibattiti. L'obiettivo è creare un ambiente stimolante per la comunità.
Motivazioni del trasferimento a Milano
La decisione di lasciare Londra e trasferirsi a Milano è stata guidata da ragioni familiari e professionali. Ambra Medda desidera che le sue figlie, nate a Londra, apprendano la cultura e la lingua italiana.
Inoltre, Medda percepisce Milano come una città in un momento di grande fermento. La vede come un terreno fertile per la sperimentazione e l'innovazione. L'energia della città la attrae, e vuole contribuire a una comunità in evoluzione.
L'artista sottolinea il valore dell'autenticità. Si oppone all'omologazione nel mondo del design. La sua missione è combattere la superficialità e promuovere un approccio genuino.
La mostra "Sail Away" e l'artigianato
Il nuovo spazio AMO ospita la mostra "Sail Away". Questa esposizione presenta il lavoro della designer greca Leda Athanasopoulou e dell'artista cinese Yumo Yuan. La mostra è un inno all'artigianato da collezione.
Leda Athanasopoulou ha collaborato con artigiani dell'isola greca di Lesbo. Ha commissionato ceramiche a vasai tradizionali di Mantamados. Qui l'argilla locale viene ancora cotta in forni alimentati con noccioli di olive. Sono esposte anche sedie da taverna in alluminio fuso e scarpe tama dipinte a mano.
Le scarpe tama provengono da Kalloni e richiamano le tamata. Queste ultime sono offerte votive che simboleggiano protezione e un viaggio sicuro. L'opera di Athanasopoulou preserva e racconta tradizioni antiche.
Yumo Yuan trae ispirazione da frammenti tessili d'epoca. Questi provengono dagli archivi di entrambi gli artisti. Il tessuto è trattato come mezzo narrativo.
Yuan reinterpreta motivi greci come navi, uva, galli e conchiglie. Lo fa attraverso la lente delle tradizioni tessili popolari cinesi. Utilizza tecniche di tessitura della seta dipinte a mano, ispirate alla stampa a ordito del XVIII secolo.
Prospettive future del design e ruolo della Cina
Ambra Medda vede la Cina come un Paese molto promettente per il futuro del design. La sua passione per la Cina deriva anche dai suoi studi di lingue orientali.
Il lavoro di Yumo Yuan l'ha riavvicinata alla cultura cinese. Medda critica la percezione limitata che spesso si ha della Cina in Italia. Sottolinea che la Cina possiede una cultura millenaria e raffinata.
La Cina ha riscoperto le sue origini e il suo cuore. Non è più focalizzata solo sull'America. Il suo futuro è radicato in un passato ricco di storia.
Riguardo alla tecnologia, Medda prevede un ritorno all'artigianato. La tecnologia, pur importante, manca di sentimento e talento. L'artigianato autentico conserva queste qualità essenziali.