Cronaca

Amazon sotto processo: evasione fiscale da 1.2 miliardi a Milano

12 marzo 2026, 16:31 2 min di lettura
Amazon sotto processo: evasione fiscale da 1.2 miliardi a Milano Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Richiesta di processo per Amazon a Milano

La Procura di Milano ha formalmente richiesto il rinvio a giudizio per il colosso dell'e-commerce Amazon. L'accusa riguarda una presunta evasione dell'IVA per circa 1.2 miliardi di euro, commessa tra il 2019 e il 2021.

La richiesta, firmata dal Pubblico Ministero Elio Ramondini, è ora all'esame del Giudice per l'Udienza Preliminare Tiziana Landoni. L'indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, vede coinvolti anche tre dirigenti della società e un quarto manager di nazionalità statunitense.

Algoritmo indifferente agli obblighi fiscali

Il fulcro dell'accusa risiede nella presunta mancata modifica di un algoritmo aziendale. Secondo gli inquirenti, questo sistema sarebbe stato progettato per ignorare gli obblighi fiscali e doganali previsti dall'Unione Europea. Tale indifferenza avrebbe permesso di sottrarre ingenti somme al fisco italiano.

La normativa di riferimento, il decreto legge 34/2019, impone specifici doveri fiscali alle piattaforme digitali che facilitano le vendite a distanza all'interno dell'UE. I soggetti che gestiscono queste interfacce elettroniche sono considerati debitori d'imposta per le vendite per cui non sono stati comunicati all'Agenzia delle Entrate i dati completi sui fornitori e sulle transazioni.

Prima volta per una Big Tech alla sbarra

Questo caso segna un precedente storico: è la prima volta che una multinazionale tecnologica di tale portata viene chiamata a rispondere penalmente in Italia per evasione fiscale. Le indagini hanno accertato la mancata comunicazione da parte di Amazon di dati cruciali, come il numero totale di unità vendute in Italia e l'ammontare complessivo dei prezzi di vendita.

Nonostante un accordo siglato a dicembre con l'Agenzia delle Entrate, che prevedeva il versamento di 527 milioni di euro (inclusi interessi) per chiudere questioni fiscali pregresse, la Procura ha deciso di procedere. Il Ministero dell'Economia è stato nominato parte offesa nel procedimento.

Precedenti e reazioni

In passato, altre grandi aziende tech come Google e Apple hanno affrontato indagini simili, risolte spesso tramite accertamenti, pagamenti e archiviazioni. La Procura di Milano, tuttavia, ha optato per un approccio diverso in questo caso, ritenendo necessario portare la questione in tribunale.

Amazon aveva precedentemente dichiarato che si sarebbe difesa con fermezza, giudicando infondate le accuse. Al momento, a seguito della richiesta di processo, l'azienda non ha rilasciato ulteriori commenti.

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