Agricoltura Lombardia: prezzi fertilizzanti alle stelle
Prezzi fertilizzanti e gasolio in aumento
La produzione agricola in Lombardia sta affrontando serie difficoltà a causa dell'impennata dei costi dei fertilizzanti e del gasolio. Un ettaro di terra, che prima della crisi in Medio Oriente richiedeva circa 266 euro per la concimazione, ora ne costa 450. Anche il prezzo del gasolio agricolo è aumentato significativamente, passando da 0,85 a 1,25 euro al litro.
Questi rincari, legati anche alla chiusura dello stretto di Hormuz, da cui transita una parte consistente delle materie prime per i fertilizzanti, destano forte preoccupazione tra gli addetti ai lavori. L'associazione Coldiretti Lombardia, attraverso le parole del suo presidente Gianfranco Comincioli, sottolinea come il 30% delle materie prime per i fertilizzanti provenga da aree interessate dalle tensioni geopolitiche.
Impatto su produzione e competitività
L'aumento del 30% per prodotti come l'urea, il fertilizzante azotato più utilizzato, rischia di portare a una riduzione degli ordini e delle scorte. Questo potrebbe innescare una spirale inflazionistica con minori rese, specialmente per colture come mais e frumento, e costi di produzione più elevati. Il momento della semina e della concimazione, cruciale per il raccolto, si presenta quindi particolarmente critico.
La competitività delle imprese agricole lombarde è a serio rischio. La domanda principale è se l'incremento dei costi di produzione potrà essere compensato dal prezzo di vendita delle materie prime. L'aumento dei costi di carburanti e fertilizzanti, infatti, non risparmia nessun settore, colpendo in particolare cereali, frutta e zootecnia.
Effetti a catena sull'agroalimentare e sui consumatori
Le ripercussioni negative si estendono anche alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari. Ogni fase del trasporto, resa più costosa dall'aumento del gasolio, mette a repentaglio la competitività del prodotto finito. Questo frena la ripresa del settore, che aveva registrato un andamento positivo fino a settembre-ottobre dell'anno precedente, sebbene già allora le tensioni sul prezzo del latte avessero creato qualche preoccupazione.
I costi di produzione, infatti, non erano mai tornati ai livelli pre-conflitto tra Russia e Ucraina. L'energia era già aumentata del 66% e i fertilizzanti del 49% rispetto ai livelli precedenti. La conseguenza inevitabile di questi ulteriori rincari è che gli extra-costi ricadranno, come sempre, sui consumatori finali, ovvero su chi effettua la spesa quotidiana.
Richieste di intervento europeo
Di fronte a questa situazione, Coldiretti Lombardia chiede un intervento deciso a livello europeo. È necessario che l'Unione Europea adotti una strategia comune, sia nei rapporti con i Paesi terzi sia tra gli Stati membri, per affrontare la questione energetica. Una risposta condivisa è considerata fondamentale per attutire gli effetti negativi sull'agricoltura e, di conseguenza, sui prezzi al consumo.