Cronaca

Agricoltori in piazza a Milano: trattori contro crisi energetica

10 marzo 2026, 16:16 3 min di lettura
Agricoltori in piazza a Milano: trattori contro crisi energetica Stemma del Comune Milano
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Manifestazione sotto il Pirellone

Milano, 10 marzo 2026 – Centinaia di agricoltori e allevatori, riuniti sotto l'egida di Coldiretti Lombardia, hanno sfilato questa mattina in piazza Duca d'Aosta, proprio di fronte al Pirellone. La protesta, che ha visto la partecipazione di numerosi mezzi agricoli, mira a portare all'attenzione delle istituzioni le gravi difficoltà che affliggono il settore primario lombardo.

La mobilitazione è stata innescata da una serie di criticità accumulate negli anni, acuite dalle recenti tensioni internazionali. L'ombra di un nuovo shock energetico, legata agli eventi bellici in corso, si profila come l'ultima minaccia per le aziende agricole già provate da prezzi di vendita inferiori ai costi di produzione e da una concorrenza ritenuta sleale.

Tra le altre problematiche sollevate dai manifestanti figurano una burocrazia eccessivamente onerosa, controlli ripetuti, gli effetti devastanti degli eventi meteorologici estremi, la gestione della fauna selvatica e i ritardi nei risarcimenti. Non è mancata la denuncia contro il consumo di suolo agricolo, considerato una risorsa preziosa da salvaguardare.

Gli slogan esposti sui cartelli e sui mezzi agricoli riassumevano le richieste: «Agricoltura sotto scacco: stop burocrazia, difendiamo la terra», «Assicuriamo il futuro dell'agricoltura», «Terra per coltivare, non per speculare», «Sicurezza per chi produce», «Senza agricoltura non c'è Valtellina» e «Difendiamo i nostri pascoli e alpeggi».

Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia, ha sottolineato come la mobilitazione sia in atto da circa due anni. «Le difficoltà nella gestione delle attività, le emergenze, i costi, la trasparenza, la certificazione d'origine e la questione dei prodotti ultraprocessati mettono a rischio la salute dei cittadini e il futuro dell'agricoltura», ha dichiarato Comincioli.

Il leader di Coldiretti ha evidenziato l'impatto diretto dei conflitti sui costi di produzione. «Dopo la guerra in Ucraina», ha spiegato, «i fertilizzanti sono aumentati del 49% e l'energia del 66% rispetto al periodo precedente». A questo si aggiunge un rincaro di 40-50 centesimi al litro per il gasolio agricolo, per il quale Coldiretti ha presentato una denuncia in Procura per verificare eventuali speculazioni.

Comincioli ha lanciato un appello alle istituzioni affinché prestino la massima attenzione alla difesa del suolo agricolo, alla trasparenza dei prodotti e alla garanzia di un futuro per le nuove generazioni di agricoltori, anche attraverso l'innovazione tecnologica e una Politica Agricola Comune più mirata alla produzione europea.

Riguardo al conflitto in Medio Oriente, Comincioli ha specificato che, al momento, l'unico effetto tangibile è l'aumento del costo del gasolio. Tuttavia, ha avvertito che un'eventuale escalation potrebbe avere ripercussioni anche sui fertilizzanti, dato che circa il 30% delle materie prime per la loro produzione transita da quell'area.

L'assessore regionale all'Agricoltura, Alessandro Beduschi, ha risposto alle preoccupazioni degli agricoltori assicurando il sostegno della Regione. «Il sostegno c'è e ci sarà», ha affermato Beduschi, riconoscendo la drammaticità del momento geopolitico e il rischio che gli alti costi energetici possano escludere dal mercato aziende laboriose.

L'assessore ha anticipato che si stanno valutando misure di compartecipazione alle spese e un alleggerimento della burocrazia, spesso causa di ritardi nell'erogazione dei fondi. «Nei prossimi giorni arriveranno risposte», ha garantito Beduschi, menzionando anche la maggiore flessibilità sulle accise già prevista dal governo per agevolare il lavoro nei campi.

Infine, Beduschi ha rivolto un appello all'Unione Europea, auspicando una risposta concreta a difesa del settore primario. «Per essere politicamente coesa, l'Europa deve dimostrare di avere politiche comuni a difesa del settore primario», ha concluso, sottolineando come questo comparto rischi di essere messo fuori mercato dai costi energetici.

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