Aggressione su Flixbus: arrestato Consilio Casamonica
Aggressione e insulti sul bus
Un uomo di circa trentacinque anni, identificato come Consilio Casamonica, è stato arrestato ieri pomeriggio presso il terminal Flixbus di Lampugnano, a Milano. L'uomo ha iniziato a inveire pesantemente contro un addetto all'assistenza dei viaggiatori, apostrofandolo con frasi offensive e minacciose.
L'episodio è degenerato quando il trentacinquenne, seduto al posto 10A, ha continuato a urlare, creando un clima di paura tra i passeggeri. Diversi viaggiatori, spaventati dalla situazione, hanno deciso di scendere dal mezzo prima della partenza prevista per Aosta.
Intervento della polizia locale
Allertati dai passeggeri, gli agenti della polizia locale del Comando di zona 8 sono intervenuti sul posto. Ai vigili urbani, impegnati nei controlli nell'area di arrivi e partenze dei pullman, l'uomo si è rifiutato di mostrare i documenti, fornendo generalità false e mostrando una carta d'identità sul cellulare definendosi «cittadino del mondo».
I ghisa hanno quindi intimato all'uomo di scendere dal bus, che aveva già accumulato un ritardo di venti minuti. Il rifiuto di obbedire ha portato a una reazione violenta da parte di Consilio Casamonica.
Violenta resistenza agli agenti
Di fronte all'insistenza degli agenti, il trentacinquenne ha reagito con calci e pugni, colpendo un vigile al petto con una pedata e un altro allo zigomo sinistro con un pugno. La situazione è diventata critica, richiedendo l'intervento di rinforzi per riuscire a immobilizzare l'uomo, che si era aggrappato ai sedili del bus.
La scena è stata interamente ripresa dalle bodycam degli agenti intervenuti. Dopo essere stato ammanettato, i controlli in banca dati hanno rivelato che Consilio Casamonica era destinatario di un divieto di dimora e di accesso a Milano, misura concessagli lo scorso 10 settembre.
Identità e precedenti
Consilio Casamonica, omonimo del noto boss criminale, appartiene a un clan rom abruzzese legato alla famiglia Spada di Ostia, riconosciuta dalla Cassazione come struttura criminale di stampo mafioso. L'uomo non ha una dimora fissa e in passato è già stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, reato per cui comparirà davanti al giudice per direttissima.
I due agenti aggrediti sono stati medicati al pronto soccorso del Pini, ricevendo una prognosi di sette giorni per traumi contusivi rispettivamente allo sterno e al volto. L'uomo dovrà rispondere anche delle lesioni inflitte ai pubblici ufficiali.