25 Aprile Milano: bandiera Israele sì, replica Romano all'Arci
Polemica 25 Aprile Milano
La tradizionale parata del 25 aprile a Milano si arricchisce quest'anno di un nuovo capitolo di dibattito. Al centro della discussione la presenza o meno delle bandiere di Israele durante il corteo per la Liberazione.
L'Associazione Arci di Milano, per voce del suo presidente Maso Notarianni, ha recentemente inviato una richiesta formale alle comunità ebraiche e alle associazioni partigiane. L'appello è chiaro: evitare la sfilata di vessilli israeliani durante la manifestazione.
La replica del Museo Brigata Ebraica
A rispondere all'iniziativa dell'Arci è intervenuto Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica. Con una lettera aperta, Romano ha contestato fermamente la richiesta, definendola un errore storico.
«I combattenti della Brigata Ebraica imbracciarono le armi sotto la loro bandiera, che in seguito è diventata quella dello Stato di Israele», ha spiegato Romano. Ha sottolineato come questa connessione storica sia stata ribadita da oltre vent'anni.
Distinzione Bandiera Brigata e Israele
Secondo il direttore del Museo, tentare di separare artificialmente la bandiera della Brigata Ebraica da quella di Israele è un'operazione priva di senso logico e storico. Tale distinzione, a suo dire, rischia di alimentare l'antisemitismo contemporaneo.
Romano ha aggiunto che strumentalizzare il dissenso verso le attuali politiche del governo israeliano per colpire la memoria della Brigata Ebraica significa porsi al di fuori dei valori condivisi della Resistenza. Ha evidenziato come certi discorsi rafforzino una narrazione demonizzante nei confronti dell'intero Stato di Israele.
Critica ai Governi, non alla Nazione
Il direttore ha chiarito la differenza tra la critica legittima ai singoli governi israeliani, che possono essere oggetto di dibattito, e la demonizzazione dell'intero movimento sionista e della nazione. Quest'ultima, a suo parere, travisa il sacrificio di coloro che combatterono il nazifascismo.
«Saremo in piazza, fianco a fianco con chiunque voglia onorare la Resistenza», ha concluso Romano, ribadendo l'importanza di difendere la verità storica. «Viva la Liberazione, viva la verità storica».