La diga di San Giuliano nel Materano rischia sprechi d'acqua a causa di limiti di invasamento obsoleti. Cia Puglia e Basilicata chiedono un aumento urgente della capacità per far fronte ai cambiamenti climatici.
Diga San Giuliano: limiti di invasamento da rivedere
Le organizzazioni agricole CIA Puglia e CIA Basilicata hanno inviato una missiva congiunta. L'indirizzo è il prefetto di Matera e l'ufficio di Protezione Civile regionale. La richiesta è chiara: rivedere con la massima urgenza i limiti di invasamento della diga di San Giuliano. L'infrastruttura si trova nel territorio di Miglionico.
I presidenti delle due associazioni, Gennaro Sicolo per la Puglia e Giambattista Lorusso per la Basilicata, hanno sollevato un problema annoso. La diga opera da oltre un decennio con una capacità ridotta. Si parla di soli 53 milioni di metri cubi. Questo è un valore significativamente inferiore al potenziale massimo di 94 milioni di metri cubi. Tale restrizione è in vigore dal 2011.
La limitazione attuale è una conseguenza degli eventi calamitosi verificatisi in quegli anni. La decisione fu presa per garantire la sicurezza dell'infrastruttura. Tuttavia, le condizioni attuali richiedono una rivalutazione della situazione. Le abbondanti piogge degli ultimi mesi hanno portato l'invaso al suo limite massimo consentito. Questo ha impedito di immagazzinare ulteriori volumi d'acqua preziosa. L'acqua in eccesso è stata inevitabilmente fatta defluire verso il mare.
Cambiamenti climatici e necessità di maggiore capacità idrica
L'organizzazione agricola sottolinea un punto cruciale. I fenomeni meteorologici avversi stanno diventando sempre più frequenti. Questo è un chiaro segnale dei cambiamenti climatici in atto. In tale contesto, trattenere più acqua possibile diventa fondamentale. La diga di San Giuliano, con la sua capacità limitata, non riesce a svolgere appieno questo ruolo.
Di fronte a questa crescente criticità, le associazioni hanno ritenuto indispensabile un intervento rapido. La richiesta alle autorità competenti è di rivedere al rialzo le attuali limitazioni. L'obiettivo è aumentare la capacità di accumulo della diga. Questo permetterà di gestire meglio le risorse idriche disponibili. Sarà così possibile soddisfare le esigenze dei territori serviti dall'infrastruttura.
La proposta delle associazioni non si limita a una semplice richiesta. Si chiede di avviare studi idraulici approfonditi. Saranno necessarie anche valutazioni tecniche dettagliate. Solo attraverso questi passaggi si potranno attivare le procedure corrette. L'obiettivo finale è l'incremento della capacità di stoccaggio della diga. Questo permetterà di affrontare con maggiore serenità i periodi di siccità.
La diga di San Giuliano è un'opera fondamentale per l'agricoltura della zona. La sua funzionalità è legata alla disponibilità di acqua. Limitare questa disponibilità, soprattutto in un'epoca di incertezze climatiche, rappresenta un rischio. Le associazioni Cia Puglia e Cia Basilicata agiscono nell'interesse degli agricoltori e del territorio.
Il contesto geografico e idrico del Materano
La provincia di Matera, situata nella Basilicata meridionale, è caratterizzata da un territorio prevalentemente collinare e arido. L'agricoltura rappresenta un settore economico di primaria importanza per molte aree. La disponibilità di acqua è un fattore determinante per la produttività agricola. Le precipitazioni sono spesso concentrate in pochi mesi dell'anno, rendendo essenziale la capacità di stoccaggio.
La diga di San Giuliano, costruita negli anni '50, è uno dei principali serbatoi idrici della regione. Il suo bacino imbrifero raccoglie le acque di diversi corsi d'acqua minori. L'acqua immagazzinata viene utilizzata per l'irrigazione dei campi agricoli. Viene anche impiegata per usi civili e industriali in alcune aree limitrofe. La sua gestione è quindi cruciale per l'economia e la vita sociale del territorio.
La restrizione dei 53 milioni di metri cubi è un limite che non tiene più conto delle mutate condizioni climatiche. Le estati diventano sempre più calde e secche. I periodi di siccità si allungano. Allo stesso tempo, quando le piogge arrivano, sono spesso intense e concentrate. Questo aumenta il rischio di alluvioni e rende ancora più importante la capacità di trattenere l'acqua.
La richiesta di rivedere i limiti di invasamento non è quindi un capriccio. È una necessità dettata dalla realtà dei fatti. Le associazioni Cia sottolineano l'importanza di una pianificazione a lungo termine. La gestione delle risorse idriche deve essere proattiva. Deve anticipare i problemi anziché correre ai ripari quando è troppo tardi.
Il ruolo delle istituzioni e le prossime azioni
La lettera inviata al prefetto di Matera e alla Regione Basilicata è un primo passo formale. Ora si attende una risposta concreta da parte delle autorità. Le associazioni Cia si aspettano che vengano avviate le procedure per una revisione tecnica dei limiti. Questo richiederà studi specifici e, probabilmente, l'aggiornamento di normative esistenti.
La collaborazione tra le istituzioni e le organizzazioni di categoria è fondamentale. Solo lavorando insieme si potranno trovare le soluzioni più efficaci. La diga di San Giuliano è un bene comune. La sua piena funzionalità è nell'interesse di tutti. L'aumento della sua capacità di stoccaggio porterebbe benefici tangibili all'agricoltura locale. Contribuirebbe anche a una maggiore resilienza del territorio di fronte agli eventi climatici estremi.
Le associazioni Cia Puglia e Cia Basilicata si dichiarano pronte a collaborare attivamente. Mettono a disposizione la loro conoscenza del territorio e delle esigenze degli agricoltori. L'obiettivo è garantire un futuro più sicuro e sostenibile per la gestione dell'acqua nel Materano. La situazione attuale non può più essere ignorata. È necessario agire ora per evitare futuri sprechi e garantire la risorsa idrica per le generazioni future.
La diga di San Giuliano, con i suoi 94 milioni di metri cubi di potenziale, rappresenta una risorsa strategica. Non utilizzarla appieno, soprattutto in un contesto di crescente scarsità idrica, sarebbe un errore. Le associazioni Cia chiedono che la politica e la tecnica si incontrino per dare una risposta concreta a questa esigenza. L'urgenza è dettata dalla necessità di preservare una risorsa vitale.
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