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Le procedure per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina sarebbero incompatibili con le normative europee. Un'associazione chiede una nuova gara d'appalto a causa di modifiche sostanziali e aumento del valore del progetto.

Normative UE e procedure d'appalto

Le procedure attuali per il Ponte sullo Stretto non sarebbero in linea con le leggi europee. Lo sostiene l'associazione «Invece del ponte». Hanno presentato un esposto all'Autorità garante della concorrenza. Le norme nazionali e comunitarie sulla concorrenza sono state ignorate. Il recente decreto legge non considera le osservazioni della Corte dei Conti. Quest'ultima richiedeva una nuova gara d'appalto.

L'Autorità di regolazione dei trasporti ha espresso pareri sul piano tariffario. Questi pareri evidenziano possibili aiuti di Stato. Potrebbero anche esserci distorsioni della concorrenza. L'associazione sottolinea la necessità di trasparenza. La concorrenza deve essere garantita per opere pubbliche di tale portata.

Aumento dei costi e nuova gara

Il diritto europeo impone una nuova gara d'appalto. Questo accade quando cambiano aspetti fondamentali del contratto. Succede anche se il valore dell'appalto supera il 50% dell'importo originale. L'avvocato Carmelo Briguglio ha spiegato questi principi. Nel caso del Ponte sullo Stretto, entrambe le condizioni sembrano verificarsi. Il valore dell'opera è notevolmente aumentato.

Il professore Guido Signorino ha fornito dati precisi. Il costo iniziale era di 3,88 miliardi di euro. Ora è salito a 10,6 miliardi di euro. Applicando i criteri del contratto originale, il valore aggiornato sarebbe di 5,66 miliardi. L'importo attuale rappresenta un incremento dell'87,3%. Questo supera ampiamente il limite del 50% consentito.

Possibili aiuti di Stato e trasferimenti

L'esposto chiede il parere dell'Autorità di regolazione dei trasporti. Si segnalano possibili aiuti di Stato. Questi deriverebbero dai trasferimenti previsti. I fondi andrebbero alla società Stretto di Messina (SdM). Questo avverrebbe nella fase di esercizio dell'opera. La convenzione tra il ministero delle Infrastrutture e SdM è stata analizzata.

Alla fine dei lavori, la parte ferroviaria passerà da SdM a Rete ferroviaria italiana (Rfi). Il piano finanziario mostra che SdM riceverà fondi statali. Questi fondi sono per la «continuità territoriale». Prima erano destinati a Rfi. SdM dovrà poi versare un «canone ferroviario» annuale. L'associazione si chiede la ragione di questi trasferimenti. Sembrano configurarsi come aiuti di Stato. Incidono sulla struttura dei ricavi della società.

Il ruolo della società Stretto di Messina

La società Stretto di Messina è al centro di queste analisi. La sua gestione dei flussi finanziari è sotto esame. I trasferimenti statali per la continuità territoriale sollevano interrogativi. L'associazione «Invece del ponte» li definisce un «regalo» alla società. La trasparenza è fondamentale in queste operazioni. L'impatto sulla concorrenza e sul mercato è significativo.

L'esposto mira a chiarire la legittimità di queste procedure. Si chiede un intervento delle autorità competenti. La normativa europea sulla concorrenza deve essere rispettata. Le opere pubbliche devono essere affidate tramite gare trasparenti. Questo garantisce l'uso efficiente dei fondi pubblici. La questione delle procedure per il Ponte sullo Stretto rimane aperta.