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Le associazioni 'No Ponte' chiedono le dimissioni dell'amministratore delegato Pietro Ciucci, citando dubbi sull'infrastruttura e un'indagine per corruzione. L'ex sindaco Accorinti critica il progetto come inutile e uno spreco di risorse.

Richieste di dimissioni per l'AD Pietro Ciucci

La società Stretto è estranea a un'indagine della Procura di Roma. L'indagine riguarda accuse di corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. I gruppi 'No Ponte' ritengono che l'amministratore delegato Pietro Ciucci debba dimettersi. Non basta affermare l'estraneità della società, secondo loro. L'associazione 'Invece del Ponte' esprime preoccupazione. Sottolineano che tentare la corruzione per superare una paralisi rende il quadro preoccupante. Chi gestisce un'azienda che fallisce obiettivi per tre anni consecutivi dovrebbe dimettersi. Soprattutto se emergono sospetti di corruzione senza un adeguato controllo. La rimozione dai vertici politici è un'altra opzione. L'associazione non crede che ciò accadrà. Ritengono che questo fatto abbia un significato importante.

Dubbi sull'infrastruttura e spreco di risorse

Le indagini confermano i molti dubbi sollevati in passato. Lo afferma Renato Accorinti, ex sindaco di Messina e figura di spicco del movimento 'No Ponte'. Accorinti definisce la notizia molto preoccupante. Tuttavia, preferisce non attribuire colpe prima di conoscere i fatti. Non vuole giudicare prima che le accuse siano verificate. L'insistenza sulla realizzazione di quest'opera, giudicata sovradimensionata e inutile, è significativa. Secondo Accorinti, questi meccanismi attraggono persone non interessate allo Stretto. Non sono interessati alla mobilità necessaria per i cittadini. Accorinti ricorda la sua protesta sul pilone nel 2002. Ribadisce che bastavano più aliscafi e navi moderne. Questo avrebbe migliorato efficienza e velocità dei collegamenti. Si sarebbe evitato lo sperpero di ingenti somme di denaro. Per l'ex sindaco, questo rappresenta un tradimento della politica. Spera nella chiusura definitiva di questo capitolo. Auspica la liquidazione della società Stretto. Si dovrebbero invece studiare soluzioni per opere realmente necessarie alla Sicilia e alla Calabria.

Critiche al progetto e gestione finanziaria

Gino Sturniolo, leader dell'assemblea 'No Ponte', condivide le critiche. Non commenta direttamente l'inchiesta. Tuttavia, ritiene il progetto del ponte un enorme meccanismo di spreco di denaro pubblico. Questo avviene indipendentemente dalla realizzazione dell'opera o da chi ne trarrà profitto. Sturniolo cita la Corte dei Conti. Questa ha evidenziato l'inizio dell'operazione con il recupero di vecchi contratti e progetti. Ha definito l'idea anacronistica e sbagliata. Il progetto, i finanziamenti e i prezzi attuali sarebbero inevitabilmente diversi. La Corte dei Conti ha messo in luce queste incongruenze. Sturniolo sostiene che la società Stretto di Messina doveva essere liquidata già nel 2013. Le scelte politiche dei governi successivi hanno rimandato la decisione. Solo tre anni fa, secondo Sturniolo, Salvini e Meloni hanno rilanciato il progetto e la società.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa sono le indagini per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio? Le indagini per corruzione riguardano atti illeciti compiuti da pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, che ricevono o promettono denaro o altre utilità per compiere un atto contrario ai doveri d'ufficio. La rivelazione di segreto d'ufficio si verifica quando un pubblico ufficiale comunica informazioni riservate di cui è a conoscenza per ragioni del suo ufficio, senza giusta causa.

Chi è Pietro Ciucci? Pietro Ciucci è l'amministratore delegato della società Stretto di Messina. È una figura chiave nel progetto del ponte sullo Stretto di Messina. La sua gestione è stata oggetto di critiche da parte dei movimenti contrari all'opera.