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La Cgil Messina ha organizzato un presidio al Policlinico per chiedere il potenziamento dei servizi sanitari dedicati alle donne. Le richieste includono più consultori, un ampliamento dei servizi per l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) e un centro per l'endometriosi pienamente operativo.

Potenziamento servizi sanitari per le donne

La Cgil di Messina ha organizzato un presidio di protesta davanti al Policlinico. L'obiettivo è riportare al centro del dibattito pubblico i diritti delle donne. Si punta a migliorare l'accesso alla salute e alla libera scelta riproduttiva. Questa iniziativa fa parte di una mobilitazione più ampia. Il Coordinamento donne della Cgil ha rilanciato una vertenza definita «ampia e strutturale». Le criticità emerse riguardano l'intero territorio metropolitano.

L'azione sindacale segue la presentazione di un report. Questo documento evidenziava gravi problemi sanitari e sociali per le donne nella provincia. La Cgil chiede ora interventi concreti alle istituzioni. L'obiettivo è garantire servizi sanitari adeguati e facilmente accessibili a tutte.

Centro endometriosi e legge 194

Una delle richieste principali riguarda la realizzazione e il potenziamento di un centro dedicato all'endometriosi. La Cgil aveva precedentemente denunciato la mancanza di una struttura specifica. Ciò costringeva molte pazienti a cercare cure fuori provincia. L'annunciata apertura di un centro a metà aprile è vista positivamente. Tuttavia, il sindacato insiste sulla necessità che sia «completo». Deve includere tutte le figure professionali necessarie. Si citano medici specialisti, psicologi e nutrizionisti.

Altro punto cruciale è l'applicazione della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. La Cgil ritiene che un solo punto IVG attivo al Policlinico non sia sufficiente. Il territorio comprende ben 108 comuni. È necessario un potenziamento dei servizi offerti. Il sindacato sottolinea anche il problema dell'alto numero di obiettori di coscienza. Questo rende più difficile l'accesso alle prestazioni sanitarie.

Consultori e politiche di genere

La Cgil Sicilia ha già inoltrato una richiesta alla Regione. Si chiedono interventi specifici per migliorare l'accesso all'IVG. Tra le proposte figurano l'aumento dei punti IVG. Si suggerisce anche l'uso della telemedicina e la diffusione dell'aborto farmacologico. Inoltre, si chiede l'esclusione di associazioni antiabortiste dalle strutture sanitarie pubbliche.

Forte è anche la richiesta di rafforzare la rete dei consultori. Questi sono considerati presidi fondamentali e gratuiti. Servono per le donne, le famiglie e tutti i cittadini. I parametri attuali prevedono un consultorio ogni 20 mila abitanti nelle città. Nelle aree interne, uno ogni 10 mila. I numeri attuali sono inferiori a tali standard. La Cgil è impegnata in vertenze per evitare chiusure. Si promuovono nuove aperture, specialmente nelle zone periferiche.

La Cgil ribadisce che «la salute, la sicurezza e la libertà di scelta delle donne sono una responsabilità sociale». Insieme ad altre realtà associative e cittadini, si chiede alle istituzioni un cambio di passo. Si auspicano politiche di genere più efficaci. Al presidio hanno partecipato diverse figure sindacali. Tra queste, le segretarie Marcella Magistro e Stefania Radici, il segretario generale Pietro Patti e il segretario della Cgil Sicilia Francesco Lucchesi. La loro presenza testimonia un fronte ampio. L'obiettivo è mantenere alta l'attenzione sui diritti e sui servizi ritenuti ancora insufficienti.

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