Cronaca

Femminicidio Messina: autopsia rivela violenza brutale

16 marzo 2026, 08:41 2 min di lettura
Femminicidio Messina: autopsia rivela violenza brutale Immagine generata con AI Messina
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Dettagli Autopsia su Femminicidio a Messina

I risultati dell'autopsia sul corpo di Daniela Zinnanti, vittima di femminicidio a Messina, hanno svelato la brutalità dell'aggressione subita. L'esame autoptico, condotto dal medico legale Alessio Asmundo, ha confermato che la donna ha tentato di difendersi prima di perdere la vita.

La scena del crimine, ricostruita grazie ai rilievi, suggerisce che l'ex compagno, Santino Bonfiglio, abbia forzato l'ingresso nell'abitazione. Si ipotizza l'uso di un tondino in ferro per scardinare una finestra e accedere alla camera da letto, dove avrebbe poi colpito la vittima per tramortirla.

La Violenza dell'Aggressore

Successivamente, Bonfiglio avrebbe impugnato un coltello, infliggendo a Daniela Zinnanti circa trenta coltellate. Le ferite riscontrate sulle mani della donna sono interpretate come un disperato tentativo di protezione contro l'assalto.

L'autopsia ha stabilito che i colpi, concentrati al torace e al collo, sono stati fatali. La morte sarebbe sopraggiunta poco dopo l'aggressione. Il corpo è stato rinvenuto il giorno seguente dalla figlia della vittima, preoccupata per il mancato contatto con la madre.

Precedenti dell'Aggressore

Le indagini hanno fatto emergere un precedente a carico di Santino Bonfiglio risalente al 2008. L'uomo era stato arrestato a Spadafora per tentato omicidio nei confronti della sua allora convivente.

In quell'occasione, Bonfiglio aveva cercato di sottrarsi all'arresto da parte della polizia dopo essere stato inizialmente fermato da un vicino. La vittima di quell'episodio aveva riportato una prognosi di 30 giorni. La condanna iniziale di dieci anni di reclusione fu poi ridotta in appello a tre anni, con una diversa qualificazione giuridica dei fatti in lesioni personali.

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