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Una cinquantina di dipendenti dell'Azienda Siciliana Trasporti manifestano a Palermo contro i licenziamenti. Le loro richieste includono le dimissioni del presidente Ast e la nomina di un direttore generale. A Messina e Trapani, tuttavia, non sono previsti tagli al personale.

Protesta Ast a Palermo: lavoratori chiedono rispetto

Una delegazione di circa quaranta dipendenti dell'Azienda Siciliana Trasporti (Ast) ha organizzato un sit-in di protesta. La manifestazione si è tenuta sotto il palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea Regionale Siciliana. I lavoratori hanno portato con sé una bara, simbolo della presunta morte dell'azienda. Hanno esposto uno striscione con un appello diretto al Presidente della Regione, Schifani, chiedendo il suo intervento per salvare l'Ast.

La protesta nasce dalla situazione lavorativa precaria. I dipendenti lamentano un cambio di rotta rispetto alle promesse fatte in passato. La legge Madia prevedeva l'assorbimento dei lavoratori somministrati. Si parlava inizialmente di nuove assunzioni, ma ora si prospettano licenziamenti e trasferimenti. Questa inversione di tendenza ha generato forte preoccupazione tra i lavoratori.

I manifestanti chiedono a gran voce le dimissioni dell'attuale presidente dell'Ast, Luigi Genovese. Sollecitano inoltre la nomina di un nuovo direttore generale. Ritengono che la gestione attuale non sia adeguata a risolvere i problemi dell'azienda. La loro speranza è che un cambio ai vertici possa portare a una soluzione positiva per il futuro dell'Ast e dei suoi dipendenti.

Licenziamenti e proroghe: la situazione dei somministrati Ast

La data del 19 marzo ha segnato un momento critico per molti lavoratori. È stato l'ultimo giorno di impiego per 157 dipendenti somministrati dell'Ast. La situazione è complessa e presenta diverse sfaccettature. Non tutti i lavoratori si trovano nella medesima condizione di incertezza.

Una parte significativa di questi dipendenti ha ottenuto una proroga del contratto. Circa 122 lavoratori vedranno il loro rapporto di lavoro esteso per un periodo di circa due mesi e mezzo. La scadenza di questa proroga è fissata per il 9 giugno. Questo concede loro un po' di respiro, ma la soluzione definitiva rimane ancora da definire.

Altri 35 dipendenti, invece, non beneficeranno di questa proroga. Questi lavoratori dovranno lasciare l'azienda. I licenziamenti interesseranno diverse sedi. A Palermo perderanno il lavoro 10 persone. A Modica, i licenziamenti ammonteranno a 12 unità. A Siracusa, saranno 9 i lavoratori interessati. Infine, a Catania, i licenziamenti riguarderanno 4 persone.

Messina e Trapani escluse dai tagli: rassicurazioni per i lavoratori

Una nota positiva emerge per quanto riguarda alcune sedi dell'Ast. Le città di Messina e Trapani non saranno interessate da alcuna riduzione del personale. Questa notizia rappresenta un sollievo per i lavoratori impiegati in queste filiali. La loro posizione lavorativa sembra essere più stabile rispetto ad altre aree.

Questa distinzione geografica nei tagli evidenzia una gestione differenziata delle problematiche aziendali. Le ragioni di questa scelta non sono state specificate nel dettaglio. Tuttavia, la salvaguardia dei posti di lavoro a Messina e Trapani è un elemento di rilievo. Permette a una parte della forza lavoro di mantenere la propria occupazione.

La notizia è stata accolta con un misto di sollievo e preoccupazione. Mentre i lavoratori di Messina e Trapani possono tirare un sospiro di sollievo, la situazione per gli altri rimane critica. La lotta per ottenere risposte concrete e garanzie per tutti i dipendenti continua.

Sindacati all'attacco: "Servono rispetto e risposte concrete"

Le organizzazioni sindacali esprimono forte disappunto per la gestione della crisi all'interno dell'Ast. Giuseppe Cusimano, coordinatore della Felsa Cisl, e Danilo Borrelli, segretario generale della UILTemp Sicilia, hanno rilasciato dichiarazioni congiunte. Sottolineano la gravità della situazione e la mancanza di ascolto da parte delle istituzioni.

I rappresentanti sindacali criticano la disdetta della convocazione in commissione Trasporti dell’Assemblea regionale siciliana. Questo gesto è visto come un ulteriore segnale di disinteresse verso le problematiche dei lavoratori. I sindacati ribadiscono con fermezza che i lavoratori somministrati dell'Ast meritano rispetto. Chiedono risposte concrete dalle istituzioni competenti.

Borrelli e Cusimano evidenziano come 35 padri di famiglia rimarranno senza lavoro. Hanno contribuito per anni ai servizi dell'azienda. La loro esclusione è considerata inaccettabile. A questo si aggiunge il mancato pagamento degli stipendi di febbraio. Questo ritardo aggrava ulteriormente la precarietà economica dei dipendenti.

Mancanza di mezzi e affidamento a privati: le cause della crisi Ast

I sindacati puntano il dito contro le cause reali della crisi aziendale. Non si tratta, a loro dire, di un esubero di personale. Il problema principale risiede nella mancanza di mezzi propri in dotazione all'Ast. Questa carenza porta all'affidamento delle tratte di trasporto a compagnie private.

Questa strategia, secondo i sindacati, non è dettata da una reale mancanza di fondi. Esiste, invece, una mancanza di volontà politica nell'acquistare nuovi mezzi. L'investimento in una flotta aziendale moderna ed efficiente potrebbe risolvere molti problemi. Permetterebbe all'Ast di gestire direttamente i servizi, garantendo continuità e qualità.

La posizione dei sindacati è chiara: salvaguardare i lavoratori e garantire la continuità dei servizi offerti ai cittadini. Ritengono che queste due priorità debbano andare di pari passo. Un'azienda di trasporti efficiente è fondamentale per la mobilità regionale. La tutela dei lavoratori è un dovere morale e sociale. La speranza è che si possa trovare un accordo che soddisfi entrambe le esigenze.

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