Merate: Via libera alla demolizione di recinzioni abusive
Sentenza definitiva: opere abusive da rimuovere
Il Comune di Merate ottiene una vittoria legale definitiva dopo oltre un decennio di contenzioso amministrativo. Il Consiglio di Stato ha confermato l'ordine di demolizione per le recinzioni abusive realizzate nella valletta di Novate, imponendo il ripristino del corso naturale della roggia.
La decisione dei giudici di Palazzo Spada pone fine a una lunga battaglia legale che ha visto contrapposti l'amministrazione comunale e i soci della Twins Engineering, società legata a un noto imprenditore del settore ortopedico. L'ordinanza prevede l'abbattimento delle strutture non autorizzate e la liberazione del corso d'acqua.
La valletta di Novate: un polmone verde minacciato
La valletta di Novate rappresenta uno degli ultimi spazi verdi rimasti a Merate, un'area preziosa soffocata dall'espansione edilizia. Alla fine del 2015, l'area era stata interessata dalla comparsa di palizzate metalliche camuffate con pali in legno e reti, oltre all'interramento di un piccolo corso d'acqua.
Il Comune intervenne con un'ordinanza per sanare lo scempio ambientale, ma le richieste furono ottemperate solo parzialmente. Questo portò a una seconda ordinanza di demolizione, contro cui la società presentò ricorso al TAR. Il Tribunale Amministrativo Regionale respinse il ricorso nel 2023, dichiarandolo improcedibile.
Il verdetto del Consiglio di Stato e le conseguenze
Nonostante la sentenza del TAR, la questione è giunta fino al Consiglio di Stato, che ha confermato integralmente la decisione dei giudici di primo grado. I magistrati della seconda sezione hanno dato torto alla società ricorrente, condannandola anche al rimborso delle spese legali sostenute dal Comune di Merate, quantificate in circa 5.900 euro.
L'epilogo segna la fine di un'annosa vicenda, con l'obbligo per la società di rimuovere le recinzioni e permettere alla roggia di tornare a scorrere in superficie. La sentenza ripristina la legalità ambientale in un'area di pregio, scongiurando un ulteriore deturpamento del paesaggio.