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La controversia sulla realizzazione di un polo logistico nell'area dell'ex zuccherificio Interzuccheri di Melzo sale di livello. Una recente interrogazione presentata in Regione Lombardia solleva dubbi sulla conformità del piano e sull'interesse pubblico.

Dubbi sulla conformità del piano urbanistico

Il dibattito sulla logistica nell'area ex Interzuccheri ha raggiunto le sedi regionali. Una nuova interrogazione, promossa dal consigliere del Partito Democratico Simone Negri, è stata depositata presso la Regione Lombardia. Questo atto segue di poche settimane un'assemblea pubblica che aveva già evidenziato forti perplessità sul progetto.

L'interrogazione mira a chiarire diversi punti critici. Si chiede, infatti, se il piano urbanistico sia effettivamente conforme al Piano di Governo del Territorio (Pgt) comunale. Inoltre, si sollevano interrogativi sull'effettivo interesse pubblico del progetto. Un altro aspetto sollevato riguarda la mancata predisposizione di una valutazione di impatto ambientale.

La richiesta formale all'assessorato competente è chiara: valutare se sussistano le condizioni per intervenire secondo la legge regionale sul governo del territorio. Viene posta particolare attenzione alla recente legge regionale 16/2024, introdotta per gestire la pianificazione logistica su scala metropolitana e regionale.

Le critiche al piano di insediamento logistico

La vicenda dell'ex Interzuccheri è al centro del dibattito pubblico dallo scorso dicembre. Quel mese segnò l'approvazione del piano per un nuovo insediamento logistico. Il progetto vede la partecipazione di società come Officine Mak, Prologis e Interglobo. L'area interessata è quella dismessa dell'ex zuccherificio.

La procedura di approvazione è stata criticata per la sua rapidità. Non è mai giunta, infatti, all'esame del consiglio comunale di Melzo. Già durante l'assemblea organizzata dal Pd, il piano fu definito come «privo di qualsiasi legittimità sociale». In quell'occasione, Simone Negri si impegnò a presentare una mozione.

La mozione parte da un principio fondamentale: la destinazione d'uso prevista dal Pgt. Questo piano urbanistico comunale prevedeva per l'area un «tessuto di transizione graduale». Si ipotizzava una zona cuscinetto tra le aree residenziali e quelle produttive, con un equilibrio funzionale. Il Piano Integrato di Intervento, invece, sembra destinare l'intera superficie unicamente all'attività logistica.

Opere infrastrutturali e interesse pubblico in discussione

Ulteriori critiche riguardano la gestione del piano e le opere previste. Si sottolinea come il piano non sia stato esaminato dal consiglio comunale di Melzo, ma gestito esclusivamente dalla giunta. Questo aspetto solleva interrogativi sulla trasparenza del processo decisionale.

Il punto più dibattuto riguarda le opere infrastrutturali. La viabilità interna e le aree di parcheggio sembrano essere state concepite principalmente per servire l'attività logistica. Questo solleva la questione del cosiddetto “pubblico interesse”.

La mozione chiede esplicitamente di individuare dove si collochi l'interesse pubblico. Questo soprattutto considerando che parte della viabilità di accesso all'area e il parcheggio destinato ai mezzi pesanti (i tir) sono realizzati a scomputo degli oneri previsti. La questione rimane aperta e coinvolge ora anche le istituzioni regionali.

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