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L'Azienda Socio Sanitaria Territoriale Martesana si posiziona all'ultimo posto nella valutazione regionale dei direttori generali sanitari, nonostante miglioramenti. Le critiche riguardano lunghe attese e carenza di medici, mentre sono in corso investimenti significativi per potenziare le cure territoriali.

Criticità e miglioramenti della sanità locale

L'Asst Melegnano-Martesana, guidata da Roberta Labanca, si ritrova ancora fanalino di coda nelle classifiche regionali. Nonostante un aumento di sette punti rispetto all'anno precedente, il punteggio ottenuto è di 79, ben lontano dai 93 del primo classificato. Da oltre due anni, l'azienda sta attraversando una fase di profonda trasformazione.

Sono stati internalizzati molti servizi, eliminando la dipendenza da cooperative per gli specialisti. Parallelamente, si sta lavorando all'apertura di 11 Case di comunità e cinque Ospedali di comunità sul territorio entro la fine dell'anno. Questi interventi rappresentano un investimento complessivo di 72 milioni di euro.

L'obiettivo è ripristinare un modello di cure più vicino ai cittadini, superando una visione esclusivamente ospedalocentrica. I fondi provengono anche dal Pnrr.

Investimenti e critiche sul territorio

Recentemente, l'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha inaugurato l'ospedale di comunità di Cassano. La gestione ha visto l'incremento di 20 posti letto di sub-intensiva e 8 di intensiva a Melzo, oltre a sei posti letto a Cernusco. Sono state ristrutturate diverse strutture e introdotte novità come l'ematologia a Vizzolo.

È stato avviato anche un importante progetto di screening del tumore al polmone in collaborazione con il Policlinico di Milano. Nonostante questi progressi, i comitati per il diritto alla salute esprimono preoccupazione per i lunghi tempi di attesa e la carenza di medici di base.

Le valutazioni regionali, basate su obiettivi stabiliti per il 2025, tengono conto anche di questi aspetti. Vengono considerate lo sviluppo delle strutture territoriali, le campagne vaccinali e i percorsi per i pazienti cronici.

Il sistema di valutazione regionale

Il sistema di valutazione assegna fino a 70 punti alla direzione generale del Welfare per i risultati tecnici, con possibilità di revisione. Altri 30 punti sono attribuiti dalla componente politica. Un comitato ristretto, guidato dal presidente Attilio Fontana, dal vicepresidente Marco Alparone e dall'assessore Bertolaso, valuta le performance manageriali.

Il punteggio massimo è 100, con una soglia minima di 60. Scendere sotto questo limite comporta la bocciatura, la perdita di incentivi e potenziali ripercussioni sulla conferma dell'incarico. Questa verifica avviene ogni due anni.

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