L'ex sindaco di Melilli, Pippo Sorbello, ha ottenuto una riduzione della pena in appello. La qualifica del reato è stata modificata da politico-mafioso a semplice voto di scambio.
Ex sindaco Melilli patteggia pena in appello
La posizione di Pippo Sorbello, ex primo cittadino di Melilli, ha visto una svolta nel procedimento d'appello. L'accusa di qualificazione politico-mafiosa è stata esclusa. L'ex assessore regionale è stato coinvolto nell'indagine denominata “Asmundo”.
L'ex sindaco ha raggiunto un accordo per una pena di due anni e otto mesi di reclusione. Questo accordo è stato raggiunto dopo la riqualificazione del reato contestato. La nuova qualifica è quella di voto di scambio. La difesa è stata curata dall'avvocato Antonino Zimmataro.
Riformulazione del reato e pena ridotta
In primo grado, Sorbello era stato condannato a sei anni e otto mesi. La condanna iniziale riguardava lo scambio elettorale politico-mafioso. La modifica della qualificazione giuridica è stata determinante. L'esclusione della componente mafiosa ha portato a una sostanziale riduzione della pena.
L'inchiesta era stata gestita dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania. Le indagini avevano riguardato un presunto accordo elettorale. Questo accordo sarebbe avvenuto in occasione delle elezioni amministrative di Melilli nel 2022. In quelle elezioni, il comune fu vinto da Carta.
Dettagli dell'accordo elettorale contestato
Secondo la ricostruzione iniziale dell'accusa, Sorbello avrebbe ricevuto la promessa di sostegno elettorale. Questo sostegno sarebbe arrivato da persone vicine al clan Nardo di Lentini. In cambio, l'ex sindaco avrebbe offerto denaro. Avrebbe anche promesso un interessamento per favorire la scarcerazione del figlio di un affiliato al clan.
La decisione presa in appello elimina la qualifica di reato politico-mafioso. Rimane però il reato di voto di scambio. Questo costituisce la base della pena concordata tra le parti. Anche altri imputati hanno raggiunto accordi simili.
Altri patteggiamenti nel procedimento
Nel medesimo procedimento, anche Giuseppe Nastasi ha concordato una pena. La sua pena è stata fissata in due anni e sei mesi. Anche Antonio Bozzone ha raggiunto un accordo. La sua pena è di 17 anni. Questi patteggiamenti dimostrano la complessità dell'indagine e le diverse posizioni degli imputati.
La vicenda giudiziaria ha visto quindi una significativa evoluzione. La riqualificazione del reato per Sorbello ha comportato una pena notevolmente inferiore rispetto alla condanna di primo grado. La sentenza in appello chiude un capitolo importante dell'inchiesta “Asmundo”.