Lavoratori PMC Melfi: presidio prosegue, accuse di propaganda
Vertenza PMC Melfi: oltre 150 giorni di presidio
Sono trascorsi più di cinque mesi da quando i lavoratori della PMC di Melfi hanno iniziato il loro presidio, iniziato il 13 ottobre 2025. La protesta collettiva mira a rivendicare i posti di lavoro persi, ma ad oggi la situazione appare ancora lontana da una soluzione concreta.
Nonostante le promesse e le dichiarazioni di intenti, i lavoratori lamentano una sostanziale inazione da parte delle istituzioni e delle parti coinvolte. La cassa integrazione, pur garantita, viene vista come un palliativo che prelude a futuri licenziamenti.
Critiche alla politica e alle promesse non mantenute
I rappresentanti dei lavoratori denunciano quella che definiscono una vera e propria «propaganda» volta a far credere che la risoluzione della vertenza fosse imminente. Vengono citate dichiarazioni del Ministro Urso, risalenti all'ottobre 2025, che parlavano di un impegno per trovare una «soluzione industriale e occupazionale» in tempi brevi.
Anche esponenti politici locali, come un consigliere regionale di Forza Italia, avevano inizialmente prospettato percentuali elevate di risoluzione del problema, salvo poi svanire nel nulla. Simili promesse di impegno sono state registrate anche da parte del presidente del consiglio regionale e di altri rappresentanti politici, senza però tradursi in azioni tangibili.
Riunioni inconcludenti e sfiducia crescente
Le riunioni tenutesi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sono state definite «inconcludenti» dagli operai. Si tratta della terza riunione ministeriale che non ha prodotto risultati concreti per i lavoratori della PMC Automotive.
La delusione è palpabile tra i manifestanti, che vedono la fiducia nei confronti dei sindacalisti affievolirsi. Nonostante gli sforzi dei rappresentanti sindacali nel recarsi a Roma e partecipare ai tavoli di confronto, il ritorno è sempre lo stesso: l'assenza di soluzioni pratiche.
Prospettive future e azioni di protesta
L'ultimo incontro al Mimit, tenutosi il 12 marzo, ha fissato un nuovo appuntamento per il primo aprile. I lavoratori sperano che questa data non si riveli un «pesce d'aprile», ma temono che sia solo l'ennesimo rinvio.
Di fronte a questa situazione di stallo, i lavoratori della PMC Automotive annunciano l'intenzione di intensificare le proteste. Il presidio fuori dai cancelli della fabbrica continuerà, ma si valuta l'adozione di «azioni più incisive» per sensibilizzare l'opinione pubblica e ottenere risposte concrete.