Condividi

Detenuti in Basilicata ricevono formazione per la protezione civile. Il progetto 'Custodi di Bene' mira a promuovere reinserimento sociale e cultura della sicurezza.

Formazione per il bene comune

Un nuovo progetto formativo è stato avviato in Basilicata. L'iniziativa si rivolge alle persone detenute. L'obiettivo è insegnare loro i principi della prevenzione e della sicurezza. Si vuole anche favorire un percorso di inclusione sociale. Il programma mira a rafforzare il senso di responsabilità. Promuove inoltre il reinserimento nella società.

Questo progetto sperimentale si chiama 'Custodi di Bene'. È promosso da diverse istituzioni regionali. Tra queste la Protezione Civile della Regione Basilicata. Coinvolto anche l'ufficio della Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Partecipa pure il Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria Puglia-Basilicata.

L'iniziativa intende diffondere la cultura della protezione civile. Questo avviene tramite percorsi di formazione specifici. Si incoraggia la partecipazione attiva dei detenuti. L'idea è creare un ponte tra il sistema di gestione delle emergenze. Si collega questo al mondo penitenziario.

Un cambio di paradigma nella pena

La Garante regionale, Tiziana Silletti, ha definito il progetto «innovativo». Ha sottolineato la forte rete istituzionale coinvolta. Tre istituti penitenziari partecipano attivamente. Si tratta delle carceri di Potenza, Matera e Melfi. La sua unicità risiede nel superare la semplice trasmissione di nozioni.

Il progetto forma i detenuti per diventare «custodi del bene comune». Questo cambio di prospettiva è fondamentale. Chi ha commesso errori può contribuire a riparare la comunità. Lo farà attraverso il volontariato nella protezione civile. Tiziana Silletti ha affermato: «La pena non può essere soltanto il tempo della privazione, ma deve diventare anche il tempo della possibilità».

L'assessore regionale alle infrastrutture, Pasquale Pepe, ha espresso il sostegno della Regione Basilicata. Ha evidenziato come l'iniziativa unisca due scopi importanti. Da un lato, rafforzare la cultura della protezione civile. Dall'altro, offrire nuove opportunità di crescita. Si parla di formazione e responsabilizzazione per i detenuti.

Protezione civile come cultura e prevenzione

Giovanni Di Bello, dirigente dell'ufficio per la Protezione Civile regionale, ha spiegato il valore del progetto. 'Custodi di Bene' valorizza la protezione civile non solo come sistema di gestione delle emergenze. La vede soprattutto come strumento di prevenzione. È un mezzo per la crescita della cultura della sicurezza. La conoscenza dei rischi e dei comportamenti corretti è un patrimonio collettivo.

Questo patrimonio deve essere accessibile a tutti. Deve diffondersi in ogni contesto sociale. Il progetto crea un collegamento tra il sistema di protezione civile e quello penitenziario. Offre opportunità concrete di apprendimento. Promuove la responsabilizzazione. Di Bello ha ribadito che la protezione civile è prima di tutto una cultura. Una cultura di prevenzione e partecipazione attiva. Si basa sulla responsabilità verso il bene comune.

Il sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione, ha lodato l'iniziativa. L'ha definita un «volano per costruire percorsi di rinascita». Serve a rafforzare la coesione sociale delle comunità. Ha sottolineato l'importanza di costruire società eque e inclusive. Trasformare le fragilità individuali in opportunità collettive.

Il comandante dei Vigili del fuoco di Potenza, Luca Ponticelli, ha infine evidenziato l'importanza della formazione. Questa è cruciale per aumentare la sicurezza negli istituti penitenziari. La formazione è rivolta sia al personale che ai detenuti.

Questa notizia riguarda anche: