Ambiente

Tangenziale Sud Milano: 30 associazioni verdi contro il progetto

21 marzo 2026, 05:49 7 min di lettura
Tangenziale Sud Milano: 30 associazioni verdi contro il progetto Immagine generata con AI Melegnano
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Trenta associazioni ambientaliste e quattordici sindaci della zona sud di Milano si oppongono fermamente alla realizzazione della nuova Tangenziale Esterna Sud Milano (Tesm). Chiedono la riqualificazione delle strade esistenti anziché la costruzione di una nuova autostrada.

Opposizione Ambientalista alla Tesm

Un nutrito gruppo di trenta associazioni ambientaliste ha manifestato la propria contrarietà alla proposta di una nuova autostrada. Questa infrastruttura, denominata Tangenziale Esterna Sud Milano (Tesm), è vista come una minaccia al territorio. Le associazioni hanno formalmente scritto alle istituzioni regionali e metropolitane. L'obiettivo è ottenere un ripensamento del progetto.

Tra le organizzazioni firmatarie figurano nomi di spicco nel settore della tutela ambientale. Il Wwf e Legambiente sono in prima linea in questa battaglia. Anche l'associazione per il Parco Agricolo Sud Milano ha dato il suo contributo. L'Osservatorio contro il consumo di suolo e Italia Nostra si sono uniti alla protesta. La Lipu e Slow Food completano il quadro delle realtà mobilitate.

Questi gruppi operano da tempo nel Milanese. La loro missione è la salvaguardia delle aree verdi e del patrimonio naturale. La loro azione mira a preservare le risorse del territorio. Si oppongono a progetti che comportano un eccessivo sfruttamento del suolo.

Le Alternative Proposte dai Comitati

Le associazioni propongono un approccio differente alla mobilità. Invece di costruire nuove arterie stradali, suggeriscono di migliorare quelle esistenti. L'invito è chiaro: «Si riqualifichi piuttosto il sistema stradale esistente». Questa è la richiesta principale del mondo del volontariato. L'idea è di concentrare gli sforzi sulla valorizzazione delle infrastrutture già presenti.

Un punto focale della loro proposta è la Sp 40 Binasco-Melegnano. Questa strada è al centro del dibattito sulla mobilità nell'area sud. Le associazioni chiedono una sua riqualificazione immediata. La progettazione dovrebbe seguire criteri di sostenibilità. Dovrebbe inoltre coinvolgere attivamente la cittadinanza, con una «partecipazione dal basso».

Il messaggio è deciso: «‘No’ al progetto della Tesm». Viene definita «un’autostrada nel Parco Agricolo Sud Milano». Le conseguenze temute sono gravi: distruzione del territorio e delle sue risorse. Inoltre, si sostiene che non risolverebbe i problemi di mobilità attuali. Le associazioni chiedono alla Regione Lombardia di intervenire.

Richiesta di Stralcio dal Piano Regionale

La lettera-appello contiene una richiesta specifica. Si chiede alla Regione Lombardia di rimuovere ogni riferimento a nuove autostrade. Questo dovrebbe avvenire all'interno del nuovo Piano regionale della mobilità e dei trasporti. In particolare, si vuole escludere la Tangenziale Esterna Sud Milano (Tesm).

La Tesm viene vista come una riproposizione di un progetto precedente. Si tratta della Tangenziale Ovest Esterna Milano (Toem). Quest'ultima era stata cancellata cinque anni fa. La sua eliminazione era avvenuta in seguito a forti proteste. Amministratori, cittadini e associazioni si erano mobilitati contro la Toem.

La cancellazione della Toem aveva rappresentato una vittoria per i movimenti ambientalisti e per le comunità locali. Ora, la riemersione di un progetto simile genera forte preoccupazione. Le associazioni temono che si stia ignorando la lezione del passato.

Impatti Ambientali e Sociali della Tesm

La Tesm, secondo i firmatari del documento, avrebbe conseguenze devastanti. La sua realizzazione comporterebbe un «significativo e irreversibile consumo di suolo». Questo aspetto è particolarmente allarmante per le aree agricole. Il Parco Agricolo Sud Milano è un'area di grande valore naturalistico ed economico.

Gli impatti negativi si concentrerebbero in modo preoccupante sul settore agricolo. La perdita di terreni coltivabili e la frammentazione del paesaggio sono rischi concreti. Le associazioni sottolineano come la nuova autostrada non sia una soluzione efficace. Non risolverebbe i problemi di congestione della Sp 40.

Il traffico attuale sulla Sp 40 è per il 90% di natura locale. Ciò significa che la maggior parte dei veicoli che la percorrono sono diretti verso destinazioni vicine. Una nuova autostrada, pensata per il traffico di lunga percorrenza, non sarebbe quindi la risposta adeguata. Anzi, potrebbe persino peggiorare la situazione, attirando ulteriore traffico.

Il Supporto dei Consiglieri Regionali

L'opposizione alla Tesm non è solo un movimento di base. Anche alcuni rappresentanti politici hanno espresso il loro sostegno. I consiglieri regionali di opposizione si sono schierati al fianco di sindaci e associazioni. Tra questi, si menzionano Onorio Rosati (Avs) e Michela Palestra (Patto civico).

Questi consiglieri hanno lanciato un appello chiaro. Invitano ad accantonare l'ipotesi Tesm. La loro proposta è di concentrare gli sforzi sulla ristrutturazione dell'esistente. Ritengono che sia più sensato e sostenibile investire nel miglioramento delle infrastrutture attuali. Questo approccio eviterebbe gli impatti ambientali negativi di un nuovo progetto.

La discussione sulla mobilità nel sud di Milano è quindi aperta. Le associazioni e i sindaci contrari alla Tesm chiedono un dialogo costruttivo. Vogliono proporre soluzioni alternative che rispettino il territorio. La palla passa ora alle istituzioni regionali e metropolitane. La decisione finale sul futuro della Tesm è attesa con grande interesse.

Contesto Geografico e Normativo

La Tangenziale Esterna Sud Milano (Tesm) è un progetto infrastrutturale che mira a collegare diverse aree della provincia di Milano. Il tracciato previsto si estende per circa 21,8 chilometri. Partirebbe dallo svincolo della Tangenziale Esterna di Milano (Teem) a Melegnano. Arriverebbe fino all'autostrada A7 a Binasco. Questo percorso attraverserebbe aree di notevole importanza paesaggistica e agricola.

Il Parco Agricolo Sud Milano è un'area vasta e strategicamente importante. Costituisce una cintura verde attorno al capoluogo lombardo. La sua tutela è fondamentale per la qualità della vita dei cittadini. Inoltre, rappresenta un polmone verde essenziale per l'ecosistema locale. La sua vocazione agricola è storicamente radicata e contribuisce all'economia del territorio.

La normativa vigente in materia di consumo di suolo è sempre più stringente. La Legge 168/2017, ad esempio, promuove la riduzione del consumo di suolo e il riuso dei terreni. I progetti infrastrutturali di grande impatto, come la Tesm, devono confrontarsi con queste disposizioni. La valutazione di impatto ambientale (VIA) diventa quindi cruciale. Deve analizzare attentamente le conseguenze sul territorio.

La contrapposizione tra esigenze di mobilità e tutela ambientale è un tema ricorrente. La Regione Lombardia, attraverso i suoi piani di mobilità, cerca di bilanciare questi aspetti. Tuttavia, i progetti autostradali di nuova costruzione sono spesso oggetto di critiche. Le associazioni ambientaliste tendono a privilegiare soluzioni di mobilità sostenibile. Queste includono il potenziamento del trasporto pubblico, la ciclabilità e la riqualificazione delle reti esistenti.

Precedenti e Mobilitazioni Simili

La storia recente del Milanese è costellata di esempi di opposizione a grandi opere infrastrutturali. La già citata Tangenziale Ovest Esterna Milano (Toem) è un caso emblematico. La sua cancellazione, avvenuta nel 2019, è stata il risultato di una forte mobilitazione. Sindaci, cittadini e associazioni ambientaliste avevano unito le forze. La loro protesta aveva evidenziato i rischi per l'ambiente e la salute. Avevano anche proposto alternative più sostenibili.

Un altro esempio di mobilitazione riguarda progetti di espansione urbana o industriale. Spesso, queste iniziative entrano in conflitto con la salvaguardia delle aree verdi. Le associazioni come Fridays for Future e altri movimenti giovanili hanno contribuito a sensibilizzare l'opinione pubblica. Hanno posto l'accento sull'urgenza di affrontare la crisi climatica.

La strategia delle associazioni ambientaliste si basa su diversi pilastri. Oltre alla protesta diretta, includono l'attività di lobbying presso le istituzioni. Organizzano incontri pubblici e campagne informative. L'obiettivo è creare consapevolezza e raccogliere sostegno. La collaborazione con i sindaci e i consiglieri regionali di opposizione è fondamentale. Permette di portare le istanze sul tavolo decisionale.

La vicenda della Tesm si inserisce in questo contesto di crescente attenzione verso la sostenibilità. La richiesta di «riqualificare piuttosto il sistema stradale esistente» non è nuova. Rappresenta una filosofia di sviluppo territoriale che privilegia l'efficienza e la minimizzazione dell'impatto ambientale. Le istituzioni si trovano di fronte alla sfida di trovare un equilibrio tra le necessità di sviluppo economico e la tutela del patrimonio naturale.

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