L'ex presidente della Croce Verde di Mele, Agostino Ferrando, è stato condannato a 5 anni di reclusione per aver sottratto fondi dell'associazione per spese personali. La sentenza include anche un risarcimento e sanzioni per simulazione di reato e falso.
Condanna per appropriazione indebita a Mele
Agostino Ferrando, ex leader della Croce Verde di Mele, dovrà scontare 5 anni di carcere. La condanna è arrivata per appropriazione indebita. Ha utilizzato fondi dell'associazione per scopi personali. Le accuse includono anche simulazione di reato e falso in atto pubblico. La somma sottratta ammonterebbe a circa 320 mila euro. Questi fondi provenivano da donazioni ed eredità. L'indagine ha coperto un periodo di due anni. La guardia di finanza ha ricostruito la gestione dei conti. La gestione è stata definita «padronale».
Spese personali e pagamenti illeciti
Tra le spese contestate a Ferrando figurano l'anticipo per un'auto. Ha pagato anche bollette condominiali e assicurazioni. Queste spese erano a suo beneficio e di amici. Circa 120 mila euro sarebbero stati destinati a queste uscite. Inoltre, l'ex presidente ha pagato volontari in nero. Ha utilizzato denaro dell'associazione per retribuire almeno cinque o sei persone. Questi volontari hanno poi denunciato la Croce Verde. Ciò ha causato un grave danno d'immagine all'ente.
Simulazione di reato e ritrovamento dei documenti
Ferrando è stato anche condannato per simulazione di reato. Quando il suo successore ha richiesto i registri contabili, lui ha denunciato il furto di un borsello. Affermava contenesse documenti importanti. Un mese dopo, una perquisizione ha rivelato la verità. I registri sono stati trovati a casa dell'ex presidente. Questo episodio ha aggravato la sua posizione giudiziaria. La denuncia di furto si è rivelata falsa.
La sentenza del giudice e il risarcimento
Il giudice Giorgio Morando ha emesso la sentenza in abbreviato. Ha stabilito una provvisionale di 80 mila euro alla parte civile. La Croce Verde di Mele era rappresentata dal suo attuale presidente, Franco Pastorino. L'avvocato Giuseppe Pugliese ha assistito la parte civile. L'inchiesta era coordinata dalla pm Eugenia Menichetti. Il giudice ha notato la mancanza di proposte di risarcimento da parte dell'indagato. Per questo motivo, sono state escluse le attenuanti generiche. L'avvocato difensore di Ferrando, Paolo Lavagnino, ha dichiarato difficoltà economiche del suo assistito.
Danno d'immagine e speranza per il futuro
La vicenda ha colpito duramente l'immagine della Croce Verde. L'associazione rappresenta un punto di riferimento solidale nel territorio. La gestione di Ferrando è stata caratterizzata da irregolarità. Uscivano circa 7 mila euro mensili per stipendi in nero. Sono stati emessi assegni senza il timbro ufficiale. Verbali sono stati sottratti e poi ritrovati. Numerosi testimoni hanno confermato le accuse. Ferrando non ha restituito alcun importo. Il giudice Morando ha riconosciuto il grave danno d'immagine subito dall'ente. L'attuale presidente, Francesco Pastorino, ha commentato la sentenza. Ha definito il periodo «doloroso». Spera che la sentenza serva da monito. Ha sottolineato l'importanza dei valori della pubblica assistenza. Ha aggiunto che la Croce Verde è finalmente tornata una famiglia.