Cronaca

Policoro: scavo archeologico unisce Italia e Germania

18 marzo 2026, 02:09 4 min di lettura
Policoro: scavo archeologico unisce Italia e Germania Immagine generata con AI Matera
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A Policoro è iniziata una nuova campagna di scavo archeologico. L'iniziativa unisce competenze italiane e tedesche per studiare il Santuario di Demetra. Il progetto di ricerca ha una forte valenza internazionale.

Nuova Campagna di Scavo Archeologico a Policoro

Le attività di scavo presso il Santuario di Demetra sono riprese. Anche il maltempo recente non ha fermato l'entusiasmo dei ricercatori. La collina del Parco Archeologico di Policoro è ora al centro di un importante progetto. Questo progetto di ricerca ha un respiro internazionale. La Basilicata si conferma protagonista nel dibattito accademico europeo. L'iniziativa unisce le eccellenze scientifiche italiane e tedesche. Il tutto avviene nel contesto della Magna Grecia.

La collaborazione scientifica è molto solida. Coinvolge la Humboldt-Universität zu Berlin. La coordinatrice per l'istituto tedesco è la Dott.ssa Annarita Doronzio. Partecipano anche la Direzione Regionale Musei della Basilicata. Questa è guidata da Filippo Demma. Non da meno è la direzione del Parco Archeologico. Questa è affidata al Dott. Carmelo Colelli. Il cantiere di scavo non è solo un luogo di ricerca. Funziona anche come un vero e proprio hub formativo. Molti studenti dalla Germania sono già presenti. Stanno vivendo un'esperienza sul campo. Questa integra la didattica universitaria con l'attività scientifica.

La Dott.ssa Doronzio ha espresso grande orgoglio. «Siamo orgogliosi di questo scavo che unisce i nostri Paesi attraverso la ricerca», ha dichiarato. Ha sottolineato come l'edizione di quest'anno prometta novità. Potrebbero esserci scoperte di grande rilievo. L'area di Policoro, ricca di storia, offre sempre nuove prospettive. La presenza di studenti internazionali arricchisce ulteriormente il contesto. Si promuove uno scambio culturale proficuo. La ricerca archeologica è un potente strumento di unione tra nazioni. Questo progetto ne è un chiaro esempio. La Magna Grecia continua a svelare i suoi segreti.

Sicurezza e Normativa nel Cantiere Archeologico

Un aspetto fondamentale dell'iniziativa è la gestione rigorosa della sicurezza. Uno scavo archeologico è considerato a tutti gli effetti un cantiere edile. Questo è quanto stabilito dalla normativa vigente. Le giornate di pioggia non sono state quindi tempo perso. Sono state invece occasioni utili. Hanno permesso di completare gli adempimenti previsti dal D.Lgs 81/2008. Questo testo normativo è noto come il Testo Unico sulla Sicurezza. L'intero iter di sicurezza è stato affidato a professionisti qualificati. L'ingegner Antonio Settimelli è il responsabile. È iscritto all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera. È anche un formatore certificato. Ricopre il ruolo di RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione). La sua competenza garantisce la massima attenzione alla sicurezza del personale e degli studenti.

Il protocollo di sicurezza attivato è molto completo. Riguarda sia il Museo che l'area archeologica. Prevede la sorveglianza sanitaria. Questa include visite mediche. Queste sono svolte in collaborazione con il Dott. Maurizio Stigliano. Viene offerta anche formazione specifica. Ci sono corsi sulla prevenzione dei rischi. Questi sono destinati a studenti e docenti. È prevista la redazione di tutta la documentazione necessaria. Tra questa figurano il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e il POS (Piano Operativo di Sicurezza). Questi documenti sono essenziali per la gestione di un cantiere. Garantiscono la conformità alle normative. La sicurezza è prioritaria in ogni fase del lavoro. Questo approccio è fondamentale per la buona riuscita del progetto.

Collaborazioni e Supporti per la Missione Archeologica

Alla campagna di scavo partecipa anche un'archeologa locale. Si tratta dell'archeologa policorese Marta Golin. La sua presenza sul campo arricchisce il team con conoscenze specifiche del territorio. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a figure chiave per il supporto logistico. Il Sig. Bellini e l'imprenditore Piero Parziale hanno fornito un contributo fondamentale. Hanno gestito le operazioni preliminari di movimentazione del terreno superficiale. Questo lavoro è stato essenziale per preparare l'area di scavo. Inoltre, a sostenere la missione archeologica tedesca, sono intervenuti enti locali. La C.I.A. Matera, con il suo Presidente Giuseppe Stasi, ha offerto il proprio supporto. Anche il Circolo Velico Lucano, con sede a Policoro (MT), ha contribuito. I direttori Sigismondo Mangialardi e Ivana Santamaria hanno reso possibile il sostegno. Queste collaborazioni dimostrano l'importanza del progetto per la comunità locale. L'unione di forze tra istituzioni, imprese e associazioni è vitale per la valorizzazione del patrimonio culturale.

Questo progetto va oltre la semplice ricerca archeologica. Scava nelle radici del passato per costruire ponti verso il futuro. Rappresenta un'occasione preziosa. Non solo per la ricerca storica e archeologica. Ma anche per rafforzare legami internazionali. Questi legami possono trasformare la cultura in un motore autentico di sviluppo turistico. Il territorio lucano può beneficiare enormemente da queste iniziative. L'attrattiva turistica aumenta grazie alla riscoperta del patrimonio. L'iniziativa gode del patrocinio del Comune di Policoro. Riceve anche il supporto del Ministero della Cultura. Il progetto è finanziato da diverse fonti. Tra queste figurano fondi del Ministero della Cultura (MiC). Anche la Direzione Regionale Musei Basilicata (DRM Basilicata) contribuisce. Sono presenti inoltre finanziamenti dalla Humboldt-Universität-Gesellschaft e dall'International Office della Humboldt-Universität zu Berlin. Questo sostegno multiforme garantisce la continuità e il successo dell'impresa scientifica.

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