Cronaca

Policoro: scavi archeologici uniscono Italia e Germania

18 marzo 2026, 08:06 6 min di lettura
Policoro: scavi archeologici uniscono Italia e Germania Immagine generata con AI Matera
AD: article-top (horizontal)

Una nuova campagna di scavo archeologico a Policoro unisce competenze italiane e tedesche per esplorare il Santuario di Demetra. Il progetto internazionale promuove la ricerca e la formazione accademica, con un focus sulla sicurezza.

Nuova campagna di scavo a Policoro

La città di Policoro, in Basilicata, è teatro di un'importante iniziativa archeologica. È partita una nuova campagna di scavo presso il Santuario di Demetra e la collina del Parco Archeologico. L'evento segna l'avvio di un progetto di ricerca di respiro internazionale.

Questa iniziativa vede la Basilicata assumere un ruolo centrale nel dibattito accademico europeo. L'obiettivo è unire le eccellenze scientifiche italiane e tedesche. Il tutto avviene nel contesto affascinante della Magna Grecia.

Il progetto nasce da una solida collaborazione tra diverse istituzioni. Tra queste figura la Humboldt-Universität zu Berlin. La coordinatrice per l'istituto tedesco è la Dottoressa Annarita Doronzio. L'iniziativa vede anche il coinvolgimento della Direzione Regionale Musei della Basilicata.

La Direzione Regionale Musei è guidata dal Dottor Filippo Demma. A completare il quadro delle collaborazioni è la direzione del Parco Archeologico. Questa è affidata al Dottor Carmelo Colelli. La sinergia tra questi enti è fondamentale per il successo del progetto.

Un hub formativo per studenti internazionali

Il cantiere di scavo non è solo un luogo di ricerca scientifica. Si configura anche come un vero e proprio hub formativo. Numerosi studenti provenienti dalla Germania sono già presenti sul sito. Partecipano attivamente a un'esperienza sul campo.

Questa esperienza integra la didattica universitaria con le attività scientifiche pratiche. Gli studenti hanno l'opportunità di apprendere direttamente dai professionisti del settore. Imparano le tecniche di scavo e le metodologie di ricerca archeologica.

La Dottoressa Annarita Doronzio ha espresso grande orgoglio per questa iniziativa. Ha dichiarato: «Siamo orgogliosi di questo scavo che unisce i nostri Paesi attraverso la ricerca». Ha inoltre sottolineato come l'edizione di quest'anno prometta novità significative. Potrebbero esserci scoperte di grande rilievo storico.

L'aspetto formativo è cruciale. Permette uno scambio culturale e scientifico tra giovani ricercatori. Questo rafforza i legami tra le università e i paesi coinvolti. La Humboldt-Universität zu Berlin dimostra ancora una volta il suo impegno nella ricerca internazionale.

Sicurezza al primo posto nel cantiere archeologico

Un aspetto fondamentale di questa iniziativa è la gestione rigorosa della sicurezza. Uno scavo archeologico è, per normativa, equiparato a un cantiere edile. Questo richiede l'applicazione di standard di sicurezza elevati.

Le recenti giornate di pioggia non sono state considerate tempo perso. Sono state invece sfruttate per completare gli adempimenti previsti dal D.Lgs 81/2008. Questo decreto rappresenta il Testo Unico sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro.

L'intero iter relativo alla sicurezza è stato affidato all'Ingegnere Antonio Settimelli. Egli è un professionista iscritto all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera. È anche un formatore certificato. Ricopre il ruolo di RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).

Il protocollo di sicurezza attivato presso il Museo e l'area archeologica è completo. Prevede la sorveglianza sanitaria con visite mediche. Queste sono svolte in collaborazione con il Dottor Maurizio Stigliano. Viene inoltre garantita la formazione specifica.

Formazione e documentazione per la sicurezza

La formazione è destinata a studenti e docenti. Riguarda la prevenzione dei rischi specifici legati all'attività di scavo. La documentazione necessaria è stata redatta con cura. Include il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e il POS (Piano Operativo di Sicurezza).

Questi documenti sono essenziali per garantire un ambiente di lavoro sicuro. Definiscono le procedure da seguire per minimizzare i pericoli. La presenza dell'archeologa policorese Marta Golin arricchisce ulteriormente il team di scavo.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto al Sig. Bellini. Anche l'imprenditore Piero Parziale ha fornito un contributo fondamentale. Il loro supporto è stato cruciale nelle operazioni preliminari di movimentazione del terreno superficiale.

A sostenere la missione archeologica tedesca sono intervenuti anche enti locali. La C.I.A. Matera, con il Presidente Giuseppe Stasi, ha offerto il proprio appoggio. Anche il Circolo Velico Lucano, con sede a Policoro (MT), ha contribuito.

I direttori del Circolo Velico Lucano, Sig. Sigismondo Mangialardi e Sig.ra Ivana Santamaria, hanno reso possibile il supporto logistico. Questo dimostra la forte connessione tra la comunità locale e il progetto di ricerca internazionale.

Un progetto per il futuro del territorio

Questo progetto va oltre la semplice ricerca archeologica. Scavando nelle radici del passato, costruisce ponti verso il futuro. Rappresenta un'occasione preziosa per la storia e l'archeologia.

Inoltre, rafforza i legami internazionali. Trasforma la cultura in un motore di sviluppo turistico per il territorio. La valorizzazione del patrimonio archeologico può attrarre visitatori e investimenti.

L'iniziativa gode del patrocinio del Comune di Policoro. Riceve anche il supporto del Ministero della Cultura. Questo riconoscimento sottolinea l'importanza del progetto a livello nazionale.

Il progetto è finanziato da diverse fonti. Tra queste figurano fondi del Ministero della Cultura (MiC). Anche la Direzione Regionale Musei Basilicata (DRM Basilicata) contribuisce economicamente.

Sono presenti anche finanziamenti dalla Humboldt-Universität-Gesellschaft. E dall'International Office della Humboldt-Universität zu Berlin. Questa diversificazione delle fonti di finanziamento garantisce la sostenibilità del progetto.

La collaborazione tra Italia e Germania in questo campo è un modello positivo. Dimostra come la cooperazione scientifica possa portare a risultati significativi. E come possa contribuire alla comprensione del nostro passato.

L'area archeologica di Policoro, con il suo ricco patrimonio, merita attenzione. Il Santuario di Demetra è un sito di grande interesse storico. Gli scavi in corso potrebbero portare alla luce nuovi reperti.

Questi reperti potrebbero gettare nuova luce sulla vita e le pratiche religiose nell'antica Magna Grecia. La presenza di studenti internazionali contribuisce a diffondere la conoscenza di questo patrimonio.

Il progetto di scavo a Policoro è un esempio di come la ricerca archeologica possa avere un impatto tangibile. Non solo sulla conoscenza storica, ma anche sullo sviluppo locale. La collaborazione tra istituzioni accademiche, enti pubblici e privati è la chiave del successo.

La sicurezza, come evidenziato, è un pilastro fondamentale. Garantire la protezione dei lavoratori e degli studenti è una priorità assoluta. L'applicazione del D.Lgs 81/2008 è un esempio di buona pratica.

La Basilicata si conferma una regione ricca di storia e potenziale archeologico. Progetti come questo contribuiscono a valorizzare il suo patrimonio. E a promuoverla come destinazione culturale di eccellenza.

La collaborazione italo-tedesca nel campo dell'archeologia è un segnale positivo. Indica una volontà comune di preservare e studiare il patrimonio culturale europeo. Policoro è al centro di questo sforzo congiunto.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: