La Uiltucs, durante il suo congresso regionale a Matera, ha lanciato un appello al Governo. L'organizzazione sindacale chiede interventi concreti per arginare il fenomeno del lavoro povero e proteggere i diritti dei lavoratori del settore terziario, colpiti da una crescente precarietà salariale.
Lavoro povero nel terziario: un allarme Uiltucs
Il settore terziario, che impiega 5 milioni di lavoratori, affronta una grave crisi. La maggior parte di questi impieghi non è a tempo indeterminato. Molti lavoratori sono precari o stagionali.
La situazione salariale è diventata insostenibile. La Uiltucs, attraverso il suo segretario generale nazionale Paolo Andreani, ha chiesto al Governo di agire. Si necessitano normative e decreti che offrano una protezione concreta ai diritti dei lavoratori.
Queste dichiarazioni sono emerse durante il congresso regionale della sigla sindacale, tenutosi a Matera. L'organizzazione rappresenta i lavoratori del terziario aderenti alla Uil.
Disparità salariali e contratti 'minori'
Uno studio recente del Cnel ha messo in luce un problema strutturale. Si tratta della diffusione di contratti definiti 'minori' nel terziario. Questi accordi prevedono condizioni peggiori rispetto ai contratti principali.
Le differenze retributive sono notevoli. Alcuni lavoratori percepiscono fino a 8 mila euro in meno all'anno. Questo accade per coloro che non superano i 20 mila euro di reddito annuo.
Questi scarti possono raggiungere il 40% della retribuzione annuale. Le conseguenze si ripercuotono anche sulla pensione e sui diritti acquisiti. Si traduce in meno welfare, minori tutele e contributi ridotti.
Proliferazione contratti e dumping salariale
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce la proliferazione dei contratti collettivi. Si è passati da 26 nel 1995 a ben 263 nel 2025. Molti di questi accordi sono siglati da organizzazioni poco rappresentative.
Questi contratti vengono applicati in modo marginale. Il risultato è un aumento del lavoro povero. La situazione è aggravata dalla diffusione di appalti e subappalti.
Questi meccanismi contrattuali comprimono ulteriormente salari e diritti. La Uiltucs ha criticato duramente un recente incontro al Ministero del Lavoro. L'incontro, tenutosi il 9 aprile, riguardava il lavoro stagionale.
Al tavolo erano presenti organizzazioni non rappresentative. Queste sigle, secondo la Uiltucs, praticano il dumping contrattuale. Per Andreani, questo comportamento è inaccettabile e mina la dignità dei lavoratori.
Le richieste della Uiltucs al Governo
La Uiltucs chiede al Governo un'azione decisa. È necessario un quadro normativo che tuteli i lavoratori del terziario. L'obiettivo è contrastare la precarietà e garantire salari dignitosi.
Si auspica una maggiore attenzione alla qualità dei contratti collettivi. È fondamentale che vengano promossi accordi sottoscritti da sigle realmente rappresentative. Questo eviterebbe la proliferazione di contratti al ribasso.
La lotta al lavoro povero richiede un impegno congiunto. La Uiltucs si dichiara pronta a proseguire il suo impegno per la tutela dei diritti dei lavoratori.