Johnny Hegarty, 37 anni, dall'Irlanda tifa Matera, la squadra lucana che milita in Eccellenza. La sua passione è nata dall'amore per la città dei Sassi e si è estesa al calcio, portandolo a percorrere migliaia di chilometri per seguire la squadra in casa e in trasferta.
Un amore nato tra i Sassi
La storia di Johnny Hegarty è un inno alla passione che trascende i confini geografici e le barriere linguistiche. A soli 37 anni, questo cittadino irlandese, originario del Donegal, ha scelto il Matera come sua squadra del cuore. Nonostante risieda in Irlanda, la sua dedizione lo spinge a coprire distanze enormi per sostenere i colori biancoazzurri.
Il legame di Johnny con la città lucana non è nato dal calcio, ma da un'esperienza di volontariato. Nel 2016, ha partecipato al programma Erasmus in Basilicata, collaborando attivamente con l'associazione Basilicata Link. Durante questo periodo, ha avuto modo di immergersi nella cultura e nella storia di Matera, rimanendone profondamente colpito.
Un momento cruciale per la sua connessione con la città è stata la visita a Casa Noha, un centro di documentazione storica gestito dal FAI. Qui, attraverso un'esperienza immersiva, ha potuto approfondire la complessa e affascinante storia di Matera. Le immagini e i racconti della città che si è rialzata dalle difficoltà, trasformandosi in un gioiello di inestimabile valore, hanno toccato le corde più profonde di Johnny.
«Mi sono innamorato della città a prima vista», ha dichiarato Johnny Hegarty. Ha trovato un'analogia tra il percorso di rinascita di Matera e la sua stessa vita, sentendosi profondamente identificato con la resilienza e la capacità di risorgere dalle avversità. La visione del filmato a Casa Noha lo ha commosso profondamente, rafforzando il suo legame con questo luogo unico al mondo.
La passione per il Matera calcio
La passione calcistica per il Matera è sbocciata più tardi, nel 2022. Johnny ha iniziato a seguire sui social network le vicende del Football Club Matera, incuriosito dalle dinamiche locali. Alcuni tifosi, venuti a conoscenza del suo interesse, lo hanno invitato a partecipare alle partite allo stadio.
Quell'invito ha segnato l'inizio di un nuovo capitolo. Fin dalla sua prima esperienza in curva, Johnny si è sentito accolto con un calore inaspettato. «Sono stato accolto calorosamente», ha raccontato. «Fin da quel primo momento ho capito che quella era la mia squadra». L'atmosfera, il senso di appartenenza e la passione dei tifosi materani lo hanno conquistato.
Da allora, Johnny è diventato un assiduo frequentatore della Curva Sud, il cuore pulsante del tifo materano. Nonostante la distanza, il suo sostegno è costante. Lavora a Derry, in Irlanda, per un'organizzazione benefica che si occupa di supportare persone con problemi di dipendenza, un impegno che lo assorbe ma non gli impedisce di dedicare tempo ed energie alla sua squadra del cuore.
Segue le partite attraverso le dirette streaming e si tiene aggiornato grazie ai continui aggiornamenti forniti dagli altri tifosi. Quando gli impegni lavorativi e personali glielo consentono, intraprende il lungo viaggio verso la Basilicata per assistere di persona agli incontri.
Trasferte ed emozioni indimenticabili
La sua prima trasferta al seguito del Matera è stata a Fasano, un'esperienza che ha segnato l'inizio di un'avventura fatta di viaggi e condivisione. Tra i ricordi più preziosi, spicca la vittoria per 4-0 ottenuta a Nardò. Durante l'intervallo di quella partita, i tifosi materani hanno intonato il suo nome, un gesto che ha profondamente emozionato Johnny.
«Una delle cose più belle delle trasferte è il viaggio stesso», ha confessato. Descrive con entusiasmo l'atmosfera che si crea sui pullman, le soste nei bar lungo il percorso, momenti di aggregazione che rafforzano il legame tra i tifosi. Apprezza particolarmente il momento in cui il gruppo si prepara a entrare compatto nel settore ospiti.
Anche se spesso in minoranza numerica rispetto ai tifosi locali, Johnny sottolinea la determinazione del gruppo: «Possiamo anche essere in minoranza numerica, ma ci faremo sentire». Questa grinta e questo spirito di unione sono elementi fondamentali del tifo materano che hanno conquistato il cuore dell'irlandese.
Oltre il calcio: solidarietà e appartenenza
Il rapporto di Johnny con i tifosi materani va ben oltre il semplice supporto durante le partite. Ha sviluppato legami profondi, basati sulla stima reciproca e sulla condivisione di valori. Apprezza sinceramente le iniziative di solidarietà promosse dalla Curva Sud.
Queste iniziative spaziano dalla raccolta di giocattoli e generi alimentari per le famiglie bisognose, a progetti più specifici come l'acquisto di defibrillatori per la comunità. Johnny è particolarmente sensibile a questi aspetti, che dimostrano l'impegno sociale del gruppo.
«A volte gli ultras hanno una cattiva reputazione», ha osservato, «ma questi ragazzi hanno restituito tantissimo alla comunità». Questa sua affermazione sottolinea come il gruppo di tifosi, spesso etichettato negativamente, sia in realtà un motore di azioni positive e di supporto per il territorio.
Persino nei periodi più difficili per la società, come quelli segnati da difficoltà economiche e sportive, l'attaccamento di Johnny non è mai venuto meno. Ha continuato a indossare i colori del Matera anche durante le maratone, un modo per dimostrare che, nonostante le assenze sul campo, la passione e l'identità della squadra rimanevano vive.
«Solo perché non avevamo una squadra non significava che non esistessimo», ha spiegato. «Abbiamo continuato ad andare avanti, continuando a credere». Questa resilienza e questa fede incrollabile sono tratti distintivi del suo tifo.
Un sogno che va oltre la categoria
La famiglia di Johnny supporta la sua insolita passione, anche se alcuni amici faticano a comprenderla appieno. «Alcuni lo trovano folle, altri non capiscono, altri ancora sono incuriositi», ha ammesso. La sua risposta è sempre la stessa, semplice e diretta: «Io dico semplicemente che Matera è casa mia e questa è la mia squadra del cuore».
Il sogno di Johnny Hegarty non è legato alle promozioni o alla conquista di trofei, aspirazioni comuni a molti tifosi. Il suo desiderio più grande è più intimo e legato all'esperienza del tifo.
«La maggior parte dei tifosi sogna promozioni e trofei, ma per me il sogno è poter stare in Curva Sud e tifare per la mia squadra», ha concluso. La sua trasformazione personale è evidente: «Sono arrivato qui come un irlandese orgoglioso e sono diventato un irlandese orgoglioso di Matera».
La sua storia è un esempio di come la passione per una squadra di calcio possa diventare un ponte tra culture diverse, unendo persone attraverso un sentimento comune e creando legami indissolubili con un territorio e la sua gente. La città dei Sassi ha trovato in un tifoso irlandese un ambasciatore speciale, capace di raccontare il suo fascino e la sua anima sportiva in ogni angolo del mondo.