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A Matera è stato siglato un accordo per la valorizzazione degli immobili pubblici. Il piano prevede tre progetti pilota che coinvolgono siti storici e aree strategiche della città, con l'obiettivo di creare nuovi poli culturali e funzionali.

Nuova vita per beni storici a Matera

È stato ufficialmente sottoscritto a Matera un importante accordo denominato 'Piano Città degli immobili pubblici'. Questo piano mira alla valorizzazione storica, culturale e funzionale di diversi asset di proprietà pubblica. L'intesa coinvolge ben undici beni, distribuiti tra proprietà statali, regionali, comunali e miste. Questi immobili sono stati selezionati per diventare i protagonisti di tre interventi pilota, destinati a ridefinire l'uso e la fruizione di spazi chiave nella città lucana.

L'obiettivo generale è quello di integrare questi beni in una visione unitaria dello sviluppo urbano. Si punta a ricucire il tessuto cittadino, collegando i celebri Sassi, il centro storico e le aree periferiche. La strategia prevede di mettere in relazione la tutela del patrimonio con nuove funzioni pubbliche, promuovendo al contempo sostenibilità e innovazione. Gli immobili pubblici non sono visti come entità isolate, ma come parte integrante di un disegno più ampio volto a costruire una dorsale culturale lungo il margine della Gravina.

Questo asse culturale collegherà siti di grande pregio come Sant'Agostino, Santa Lucia e il Rione Sassi, con il polo museale Ridola. Parallelamente, si intende consolidare un centro direzionale per la pubblica amministrazione nell'area di via Cappelluti. Infine, il piano prevede lo sviluppo di nuovi presidi di social housing e servizi di prossimità nelle zone periferiche meridionali della città.

I tre progetti pilota nel dettaglio

Il primo intervento pilota si concentrerà sull'ex Complesso Conventuale di Sant'Agostino. Questo sito sarà trasformato in un nuovo polo culturale. Sarà destinato alla consultazione pubblica del patrimonio documentale, alla fruizione degli affascinanti spazi ipogei e al recupero dei giardini terrazzati. Questi ultimi saranno utilizzati per ospitare attività culturali, espositive e didattiche, rendendo il complesso un centro vibrante di iniziative.

Il secondo progetto pilota riguarderà il Compendio del Rione Sassi. Le unità immobiliari attualmente inutilizzate all'interno di questo storico quartiere saranno concesse in comodato d'uso gratuito al Comune di Matera. La durata della concessione è fissata in 99 anni, garantendo una gestione a lungo termine e la possibilità di sviluppare progetti di riqualificazione e valorizzazione sostenibili. Questo permetterà di recuperare spazi preziosi all'interno di uno dei siti UNESCO più importanti al mondo.

Il terzo intervento pilota interesserà l'ex Complesso di Santa Lucia e Agata alla Civita. Questo sito è destinato a diventare una vera e propria "Casa Unesco". Ospiterà residenze e spazi di studio pensati specificamente per studiosi e ricercatori. L'obiettivo è creare un ambiente stimolante che favorisca la ricerca e la condivisione di conoscenze legate al patrimonio culturale e storico della città, rafforzando il legame con l'identità UNESCO di Matera.

Un accordo istituzionale per il futuro di Matera

La firma del 'Piano Città degli immobili pubblici' rappresenta un momento significativo per Matera. L'accordo è stato siglato da figure istituzionali di rilievo. Tra i firmatari figurano Alessandra dal Verme, Direttore dell'Agenzia del Demanio, e Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera. Erano presenti anche Donato del Corso, Direttore generale della Presidenza della giunta della Regione Basilicata, Andrea Lenzi, Presidente del CNR, e Antonio Navarra, Presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.

La collaborazione tra queste diverse istituzioni sottolinea l'importanza strategica del piano. La sua attuazione richiederà un coordinamento efficace e un impegno congiunto per raggiungere gli ambiziosi obiettivi prefissati. Il piano parte dalle specifiche caratteristiche territoriali e storiche di Matera. La sua visione è quella di creare un modello di sviluppo urbano che integri la conservazione del patrimonio con le esigenze contemporanee. Si cerca di promuovere un futuro sostenibile e culturalmente ricco per la città.

L'approccio adottato è quello di considerare gli immobili pubblici non come semplici strutture, ma come risorse strategiche per il rilancio urbano e sociale. La loro valorizzazione è vista come un motore per la crescita culturale ed economica. La scelta di tre interventi pilota permette di testare e affinare le strategie prima di un'eventuale estensione ad altri beni. Questo approccio graduale e ponderato mira a garantire il successo a lungo termine del piano.

La città di Matera, già nota per la sua unicità storica e paesaggistica, si prepara dunque a un nuovo capitolo di sviluppo. Questo piano promette di arricchire ulteriormente la sua offerta culturale e di migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini. La trasformazione di questi immobili pubblici in centri di attività e conoscenza rappresenta un investimento concreto nel futuro della città e della regione Basilicata. L'intesa siglata il 29 ottobre 2026 segna l'inizio di un percorso ambizioso.