Condividi
AD: article-top (horizontal)

A Matera è stata inaugurata una mostra che ripercorre la storia del comunismo e dell'antifascismo, con un focus particolare sulle vicende italiane ed europee. L'esposizione, ospitata nella Casa Museo della Storia del Comunismo e della Resistenza Antifascista, si articola su tre livelli e presenta materiali rari e significativi.

Percorso storico su comunismo e antifascismo

Un'esplorazione di settant'anni di storia del comunismo si snoda attraverso le vicende di due Europe. Il percorso copre dalla Rivoluzione d'Ottobre fino alla dissoluzione dell'Unione Sovietica. Vengono inoltre ricordate le rivoluzioni comuniste in Cina e a Cuba. Questo è il cuore della mostra allestita presso la Casa Museo della Storia del Comunismo e della Resistenza Antifascista. La sede si trova nel centro storico di Matera, la città dei Sassi.

L'esposizione si sviluppa su tre livelli. Ci sono diverse sale tematiche. Un ulteriore spazio è dedicato ad approfondimenti. Il museo ha aperto i battenti nel 2019. L'Associazione ''Karl Marx 2018'' ne ha curato l'allestimento. La collezione include materiali rari e diversificati. Si trovano documenti d'archivio, fotografie e prime pagine di giornali. Sono presenti anche manifesti, cartoline e bandiere. Completano l'allestimento foulard, locandine, busti e dischi. Tutti i reperti sono legati alla storia del comunismo e dell'antifascismo.

Una narrazione storica e civile

Lo storico e direttore del museo, Francesco Calculli, ha spiegato le motivazioni dietro la creazione di questo spazio. «L'idea nasce da un vuoto», ha dichiarato a ANSA. «In Italia il Novecento è stato raccontato a metà». La Resistenza antifascista è stata ampiamente trattata. La storia del movimento comunista e del socialismo reale, invece, è rimasta spesso ai margini. È stata oggetto di rimozioni o giudizi sommari. In altri casi, è stata ridotta a caricatura. Questo accade in molti musei dell'Est Europa dedicati al comunismo. L'esigenza di creare questo museo è quindi sia storica che civile.

Il museo non vuole essere solo un luogo di esposizione. Calculli sottolinea la sua ambizione. Vuole diventare un centro di narrazione e confronto. «Si propone di raccontare», ha aggiunto, «ma anche di dialogare con i visitatori». Il dialogo è visto come strumento per creare amicizia. Può superare la diffidenza. Le storie aiutano ad abbattere gli stereotipi. Questi sono considerati il vero male del nostro tempo. Permettono di costruire una comunità attorno al museo. Matera, città simbolo del riscatto del Sud, è stata scelta come luogo ideale. Qui la questione sociale e le disuguaglianze sono temi molto sentiti. Il comunismo, nel bene e nel male, ha cercato di offrire risposte.

Reperti di valore storico e simbolico

Tra i pezzi esposti, molti reperti hanno un grande valore storico e simbolico. Calculli cita la camicia e il foulard di un partigiano. Apparteneva alle Brigate Garibaldi. Il suo nome di battaglia era 'Lupo'. Il rosso sbiadito della camicia non è solo un colore politico. Rappresenta il sangue versato per la liberazione dell'Italia. Un altro oggetto significativo è la tessera del Partito comunista spagnolo del 1937. È accompagnata dalla medaglia delle Brigate Internazionali. Questi oggetti raccontano la storia degli italiani che combatterono il fascismo in Spagna nel 1936. All'epoca, resistere in Italia era quasi impossibile. La Resistenza italiana ha radici anche in quegli eventi.

Il legame con il territorio è un elemento centrale dell'esposizione. Calculli ritiene che il museo sia profondamente inserito nella storia di Matera e del Mezzogiorno. Sono esposte immagini della visita dell'ambasciatore sovietico a Matera nel 1970. Queste fotografie sono state donate da Michele Pace. Era uno storico corrispondente de l'Unità. Si possono ammirare scatti di comizi di un giovane Giorgio Napolitano negli anni Sessanta. In quel periodo, il Partito Comunista Italiano (PCI) stava costruendo il suo consenso nel Sud. Sono presenti documenti e opuscoli sulla storia del PCI materano. Vi è anche la prima tessera provvisoria del PCI di Potenza del 1944. Un reperto raro è la tessera di un reduce delle Quattro giornate di Napoli. Un articolo introvabile di Noi Donne del 1949 parla del ruolo decisivo delle donne materane nella ricostruzione. Persino un binocolo tedesco, lasciato da un ufficiale della Wehrmacht allo zio del direttore durante l'occupazione nazista nel settembre 1943, è parte della collezione. Questi reperti dimostrano che Matera e il Mezzogiorno non sono stati periferici nella storia. Sono stati protagonisti attivi. La mostra lo racconta attraverso carte, fotografie e volti.

Domande e Risposte

Cosa espone la Casa Museo della Storia del Comunismo e della Resistenza Antifascista di Matera?

La Casa Museo espone materiali rari e diversificati che ripercorrono settant'anni di storia del comunismo in Europa, Asia e America Latina, oltre alla storia dell'antifascismo. Sono presenti documenti, fotografie, manifesti, bandiere e oggetti personali legati a questi movimenti storici.

Qual è l'obiettivo principale del museo secondo il suo direttore?

L'obiettivo principale del museo, secondo il direttore Francesco Calculli, è non solo esporre reperti storici, ma anche fungere da luogo di narrazione e confronto. Si propone di dialogare con i visitatori per abbattere stereotipi e costruire una comunità, valorizzando il ruolo di Matera come città simbolo del riscatto del Sud.

AD: article-bottom (horizontal)