I lavori in corso in piazza Matteotti a Matera hanno portato alla chiusura di una storica edicola. Il titolare denuncia un crollo degli incassi e una gestione approssimativa dei cantieri.
Chiusura storica edicola a Matera
Una storica edicola nel cuore di Matera ha cessato la propria attività. La decisione è stata comunicata dal titolare, Giuseppe Mazzone, all'amministrazione comunale. L'esercente ha spiegato che la chiusura è dovuta alla «indotta carenza di utenza».
Questa situazione è una diretta conseguenza della «triste realtà» legata alla «strana gestione dei lavori» che hanno interessato piazza Matteotti. Mazzone ha definito il cantiere come «infinito».
L'esercente ha voluto precisare le motivazioni della sua iniziativa. Non si tratta di una richiesta di sussidi economici. L'obiettivo è ottenere una maggiore vigilanza sullo stato di avanzamento dei lavori.
Lavori infiniti e disagi
I cantieri in piazza Matteotti sono diventati un problema insostenibile per l'attività commerciale. Mazzone ha descritto il ritmo dei lavori come «da lumaca». Ha anche sollevato dubbi sulla sicurezza dei cantieri.
L'edicolante, che si definisce «operatore culturale e presidio informativo quotidiano», non accetta di vedere la sua attività soccombere. Questo avviene in una città che è stata Capitale europea della cultura nel 2019 e Capitale mediterranea della cultura nel 2026.
Mazzone ha rivolto una serie di interrogativi diretti al sindaco, Antonio Nicoletti. Si chiede come sia possibile che lavori da milioni di euro siano svolti da pochi operai. Ha anche notato la presunta assenza di dispositivi di protezione individuale.
Crollo degli incassi e critiche all'amministrazione
Il titolare dell'edicola ha sottolineato come i suoi incassi siano diminuiti drasticamente. Dal 2023, anno di inizio dei lavori, si è registrato un calo iniziale del 10-20%. Con la recente chiusura totale della piazza alla viabilità, il crollo ha raggiunto l'80-90%.
Questi dati sono dimostrabili contabilmente. Le ripercussioni economiche e finanziarie sono ormai insostenibili per Mazzone. Non ha più linee di credito con alcun istituto bancario.
L'attività soffre non solo la crisi della stampa, ma anche quella indotta dalla gestione approssimativa del cantiere. L'utenza non raggiunge più l'edicola a causa delle difficoltà di mobilità e visibilità.
Mazzone ha anche lamentato la presenza di «tre baracconi» posizionati strategicamente davanti alla sua attività, eclissandola ulteriormente. Ha criticato l'amministrazione comunale, sia quella precedente che quella attuale, per la gestione dei lavori.
Appello per una conclusione rapida dei lavori
L'appello finale di Mazzone è per una vigilanza concreta sui lavori. L'obiettivo è che questi si concludano in tempi ragionevoli. La situazione sta avendo ripercussioni anche sulla sua salute.
Pochi giorni fa, Mazzone ha avuto gravi problemi di salute. Un'ambulanza ha avuto difficoltà ad accedere alla zona, dovendo percorrere una via in retromarcia. Questo è stato causato dall'impossibilità di effettuare inversioni di marcia.
L'esercente chiede un cambio di passo all'attuale giunta di centrodestra. Sottolinea come la riqualificazione della piazza non debba avvenire a discapito di chi garantisce l'informazione quotidiana.