Giuseppe Venezia ha trasformato la sua passione per il jazz in un successo a Matera, fondando il Rosetta Jazz Club. Questo locale, nonostante le dimensioni ridotte, è stato riconosciuto come il miglior jazz club d'Italia, attirando musicisti internazionali e offrendo opportunità ai giovani talenti locali.
Un sogno nato dalla necessità
Da giovane, Giuseppe Venezia doveva viaggiare per centinaia di chilometri. Cercava concerti jazz e jam session. Ora, sono i grandi nomi del jazz a venire da lui. Tutto questo accade a Matera, in uno spazio di appena 50 metri quadrati. Questo piccolo locale è diventato un punto di riferimento fondamentale per gli amanti del genere musicale.
La storia è quella di Giuseppe Venezia, un uomo di 44 anni. È un contrabbassista originario di Bernalda, in provincia di Matera. Attualmente ricopre anche il ruolo di presidente del Rosetta Jazz Club. Questo club ha ricevuto un importante riconoscimento nel 2022. Gli è stato conferito il Premio Speciale Italia Jazz Club. Il progetto è nato con un obiettivo preciso: offrire ai giovani le stesse opportunità che lui cercava altrove.
Dalla Basilicata a New York e ritorno
La sua passione per la musica è iniziata presto. A soli sei anni, ha iniziato a suonare il pianoforte. Il jazz è entrato nella sua vita durante gli anni del liceo. Un momento cruciale è arrivato nel 2008. Un amico musicista, Attilio Troiano, lo invitò al festival JazzAscona in Svizzera. Lì conobbe diversi artisti provenienti dagli Stati Uniti. Questa esperienza lo spinse a prendere una decisione importante: trasferirsi a New York.
«È stata un'esperienza che ha cambiato profondamente la mia vita», ha raccontato Venezia. Ha avuto la fortuna di studiare con maestri eccezionali. Soprattutto, ha potuto ascoltare musica dal vivo ogni singola sera. Negli anni successivi, è tornato più volte nella metropoli americana. Ha persino condiviso il palco con musicisti di fama mondiale. Tra questi, nomi come Emmet Cohen, Peter Bernstein e Joe Farnsworth.
La nascita del Rosetta Jazz Club
Tuttavia, il suo pensiero è sempre rimasto legato alla sua terra d'origine, la Basilicata. Nel 2018, insieme ad altri quattro amici, ha fondato un'associazione. Da questa associazione è nato il Rosetta Jazz Club. «Sentivo di aver ricevuto molto dalla musica», ha spiegato. Sentiva di doverle restituire qualcosa in cambio. Il locale è diventato una vetrina per artisti internazionali. Questo è stato possibile anche grazie alle relazioni coltivate da Venezia nel corso degli anni.
«Spesso sono proprio loro a venirci incontro», ha rivelato. Questo permette di realizzare concerti che, con le sole risorse del club, sarebbero difficilmente realizzabili. Tra gli ospiti illustri c'è anche John Patitucci. Il legame con lui è nato a New York, trasformandosi in una solida amicizia. «Se oggi un ragazzo può incontrare e imparare da un gigante del jazz senza dover lasciare la propria terra», ha affermato Venezia, «allora credo che tutto il lavoro fatto finora abbia davvero avuto un senso».
Riconoscimenti e sfide future
Il riconoscimento a livello nazionale è arrivato nel 2022. Questo è avvenuto dopo le notevoli difficoltà affrontate durante la pandemia. Il premio è stato assegnato per la qualità della programmazione offerta. La programmazione è stata apprezzata nonostante i limiti economici e strutturali del locale. «Ricevere un premio così importante», ha specificato Venezia, «con un club di appena 50 metri quadrati è stata davvero una bella emozione. È stata una gioia anche per la città di Matera».
Gli spazi ridotti favoriscono un'intimità unica tra artisti e pubblico. Tuttavia, pongono anche sfide significative per la sostenibilità economica. Oltre ai concerti, le jam session del lunedì offrono un'opportunità preziosa. I giovani musicisti possono confrontarsi con artisti più esperti. «Certe cose si possono studiare per anni», ha sottolineato Venezia, «ma si imparano davvero soltanto suonando insieme agli altri».
Alle difficoltà economiche si aggiungono i sacrifici personali. «Ci sono stati momenti in cui ho pensato seriamente di mollare», ha ammesso. Tutto questo impegno sottrae tempo prezioso al suo studio personale. Inoltre, incide sulla sua carriera di musicista. L'aspetto più pesante, però, riguarda la sua famiglia. «Questo è l'aspetto che mi pesa di più», ha confessato. Ha aggiunto che la passione non dovrebbe giustificare ogni tipo di sacrificio.
Il sogno di Giuseppe Venezia è quello di avere una sede più ampia. Una sede che possa permettere di ampliare le attività. L'obiettivo è farlo senza perdere l'atmosfera familiare che caratterizza il Rosetta. Un altro desiderio è vedere, in futuro, i giovani cresciuti nel club prendere in mano le redini della direzione artistica. «Sarebbe una grande soddisfazione», ha concluso, «vederli assumere responsabilità sempre maggiori. Poter portare nuove idee e una propria visione».
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