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Migliaia di persone hanno partecipato all'alba alla Processione dei Pastori, rito che apre la Festa della Bruna a Matera. L'arcivescovo Ambarus ha sottolineato l'importanza dell'attesa per la fede.

Processione dei pastori apre la festa della Bruna

Un'immensa folla ha accolto l'alba a Matera. Migliaia di persone si sono riunite per la tradizionale Processione dei Pastori. Questo rito segna l'inizio della giornata dedicata a Maria Santissima della Bruna. La patrona della città è al centro di questa antica celebrazione.

La città si è animata ben prima del sorgere del sole. Il momento clou è iniziato alle 4:30 in Piazza Duomo. Qui, l'arcivescovo Benoni Ambarus ha presieduto la Santa Messa dei Pastori. La celebrazione ha visto la partecipazione di numerosi fedeli.

Al termine della messa, le campane hanno suonato a festa. Le batterie pirotecniche hanno annunciato l'inizio del giorno sacro. Alle 5:30 è partita la storica Processione dei Pastori. Il corteo si è snodato per le vie del centro storico. Ha raggiunto Piazza Vittorio Veneto.

Migliaia di fedeli, pellegrini e visitatori hanno accompagnato il cammino. Hanno rinnovato uno dei riti più sentiti della Festa della Bruna. Questo evento unisce la comunità in un profondo momento di devozione.

L'arcivescovo Ambarus: fede e attesa

Durante l'omelia, l'arcivescovo Ambarus ha preso spunto dal Vangelo della Visitazione. Ha individuato tre concetti chiave per comprendere l'incontro tra Maria ed Elisabetta. Questi sono: attesa, benedizione e umiltà. Ha spiegato che la fede germoglia solo nell'attesa.

«La fede nasce solo quando c'è l'attesa», ha affermato Ambarus. «Se Dio non lo attendiamo più, non lo invochiamo con un atteggiamento di mancanza, difficilmente lo potremo incontrare». Ha incoraggiato coloro che sentono un'inquietudine spirituale. Ha detto loro di non scoraggiarsi.

«Se nel nostro cuore avvertiamo un vuoto, un desiderio di pienezza, una mancanza, è proprio il segno che il nostro cuore ha bisogno del Signore», ha proseguito. «Apriamogli il cuore e vedrete che Lui viene». Queste parole hanno offerto conforto e speranza ai presenti.

Riconoscere il bene e l'umiltà

L'arcivescovo ha poi esortato i fedeli a riconoscere il bene presente nella vita degli altri. Ha osservato che viviamo in un'epoca in cui si tende a sottolineare il negativo. Si fatica a gioire dei successi altrui. Ha invitato a «benedire gli altri».

Ha messo in guardia dalle «logiche manipolatorie che dividono l'unica famiglia umana». Ha sottolineato l'importanza di unire anziché dividere. Questo messaggio di unità è risuonato profondamente nella comunità.

Riflettendo sull'umiltà di Maria nel Magnificat, Ambarus ha spiegato il suo significato. L'umiltà consiste nel riconoscere la propria piccolezza di fronte alla grandezza divina. «Più si è consapevoli di essere piccoli, più ci sono le condizioni perché il Signore ci chieda di collaborare nella sua opera d'amore verso gli altri».

Messaggio ai giovani e conclusione

Un passaggio dell'omelia è stato dedicato ai giovani. Sono stati invitati a non basare il proprio valore sul successo o sulla prestazione. «Non cercate solo la grandezza, non entrate nel vortice di dover dimostrare tutto a tutti», ha consigliato.

«Il Signore vi guarda e vi ama per come siete. Vi ha creati così come siete e siete già una meraviglia». Questo messaggio di accettazione e amore incondizionato ha toccato i cuori dei più giovani.

Concludendo la sua omelia, l'arcivescovo ha affidato la comunità materana alla Madonna della Bruna. Ha chiesto che la Vergine aiuti tutti a vivere «nella semplicità, nella dignità, nell'onestà e nell'amore verso Dio». Ha posto l'esempio dei pastori come modello. Essi rappresentano la fede umile e operosa del popolo materano.