Chirurgia senologica a Matera: il Comitato replica alle autorità
Chirurgia senologica a Matera: il Comitato non molla
Il Comitato per il ripristino del servizio di chirurgia senologica presso l'Ospedale di Matera ha replicato alle recenti dichiarazioni delle autorità sanitarie locali. La richiesta principale, già espressa in una lettera del 5 marzo, riguarda il ritiro della delibera regionale n.202500691 dell'11 novembre 2025, che ha portato alla sospensione del servizio.
L'iniziativa del Comitato, supportata da circa 2500 firme raccolte tra i cittadini, ha trovato ampio consenso nella comunità. Tuttavia, a fronte di questa solidarietà, è emersa una mancanza di riscontro da parte degli interlocutori istituzionali, inclusi il sindaco e i rappresentanti politici locali, con poche eccezioni.
Critiche al direttore generale ASM
Una risposta è giunta dall'Azienda Sanitaria Materana (ASM), nella persona del direttore generale, dottor Friolo. Quest'ultimo, in una conferenza stampa, aveva accennato alla possibilità di continuare a garantire gli interventi per il carcinoma mammario a Matera. In un intervento successivo, il direttore generale sembrava voler minimizzare il problema, suggerendo che la mobilitazione del Comitato potesse essere frutto di strumentalizzazioni.
Il Comitato ha definito tali affermazioni «altamente offensive» per la dignità e l'esperienza delle pazienti coinvolte. La notizia del blocco degli interventi, infatti, è stata appresa casualmente dalle pazienti stesse, durante la loro frequentazione dell'ospedale.
Priorità ai bisogni dei pazienti
L'obiettivo primario del Comitato è il ripristino di un servizio che per decenni ha rappresentato un punto di eccellenza per l'ospedale di Matera. Si sottolinea come questo percorso di diagnosi e cura sia fondamentale e debba essere garantito a tutte le donne che affrontano questa patologia.
Pur riconoscendo le questioni legislative e amministrative sollevate nella delibera regionale, il Comitato ritiene che la logica dei numeri non debba prevalere sui bisogni concreti dei pazienti. Si evidenzia come in altre regioni italiane siano state adottate soluzioni più attente alle necessità individuali.
Rete ospedaliera e rischio migrazione sanitaria
Il Comitato interpreta il richiamo al DM 70 del 2 aprile 2015, presente nella delibera regionale, come un pretesto per indebolire ulteriormente l'ospedale di Matera. Si sostiene che la presenza delle Breast Unit a Potenza e Rionero non debba precludere il mantenimento del team multidisciplinare a Matera, essenziale per l'assistenza alle donne del territorio.
Si paventa inoltre il rischio di una «migrazione sanitaria» verso la vicina Puglia, con conseguenti aggravi di costi per la sanità regionale. Le pazienti, di fronte alla scelta tra diverse sedi, potrebbero preferire strutture più vicine o percepite come più efficienti, aumentando la spesa sanitaria.
Proseguirà la mobilitazione
Il Comitato ha confermato la volontà di proseguire la mobilitazione finché il servizio di chirurgia senologica non sarà ripristinato. Si ribadisce la convinzione, condivisa dalla comunità scientifica, che ogni paziente oncologico abbia diritto a percorsi di cura che garantiscano benessere psico-fisico, tenendo conto anche delle condizioni logistiche ed economiche.