Cronaca

Bollette acqua Basilicata: spesa media sale a 459€ nel 2025

20 marzo 2026, 04:16 4 min di lettura
Bollette acqua Basilicata: spesa media sale a 459€ nel 2025 Immagine da Wikimedia Commons Matera
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Le famiglie lucane affrontano un aumento delle bollette idriche nel 2025, con una spesa media di 459€. L'indagine rivela anche dati sulla dispersione idrica nella regione.

Bollette idriche: un salasso per le famiglie lucane

La spesa media per le bollette dell'acqua in Basilicata ha raggiunto i 459€ nel corso del 2025. Questo dato si riferisce a un consumo annuo ipotizzato di 182 metri cubi per nucleo familiare. Un aumento del +2,6% rispetto all'anno precedente, il 2024. La situazione regionale si inserisce in un contesto nazionale di rincari generalizzati.

A livello nazionale, infatti, la spesa media per l'acqua si attesta sui 528€ a famiglia. L'incremento medio su scala nazionale è stato del +5,4% rispetto al 2024. Le differenze tra le regioni italiane rimangono marcate. Il Molise registra la spesa media più bassa, con 274€. Tuttavia, questa regione evidenzia l'aumento percentuale più significativo a livello regionale, pari al +17,5%. La Toscana continua a detenere il primato per la spesa più elevata, con una media di 770€ per famiglia. Anche in Toscana si osserva un aumento, seppur più contenuto, del +2,9%.

L'indagine, condotta dall'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, analizza il XXI Rapporto sul servizio idrico integrato. I dati si riferiscono alle tariffe applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani per l'anno 2025. La famiglia tipo considerata è composta da 3 persone con un consumo annuo di 182 metri cubi. Questo scenario evidenzia la pressione crescente sui bilanci familiari legata ai costi essenziali.

Confronto nazionale e differenze territoriali

Il confronto con le altre province italiane mette in luce disparità significative. Frosinone si posiziona in cima alla classifica dei capoluoghi più costosi, con una spesa media annuale che raggiunge i 973€. All'estremo opposto, Milano si conferma la città più economica, con un costo medio di soli 203€. Questi dati sottolineano come la localizzazione geografica influenzi notevolmente il costo dell'acqua.

Gli aumenti più consistenti tra i capoluoghi di provincia si registrano a Reggio di Calabria, con un incremento del +19,4%, e a Crotone, con un +19,2%. Queste cifre indicano una tendenza all'aumento delle tariffe idriche in diverse aree del paese. Le differenze tariffarie permangono notevoli anche all'interno della stessa regione. Tuttavia, questo non sembra essere il caso della Basilicata.

Nella regione lucana, infatti, la spesa media di 459€ risulta essere la medesima sia a Matera che a Potenza. Questo dato suggerisce una certa omogeneità tariffaria all'interno del territorio regionale. Nonostante ciò, l'aumento registrato nel 2025 rappresenta comunque un onere aggiuntivo per i cittadini lucani. La media regionale si discosta significativamente sia dai capoluoghi più cari che da quelli più economici a livello nazionale.

Dispersione idrica: un problema persistente in Basilicata

Il Rapporto mette in luce anche un altro aspetto critico del servizio idrico: la dispersione. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, relativi all'anno 2022, la dispersione idrica complessiva in Italia raggiunge il 42,4%. Questo significa che quasi la metà dell'acqua immessa in rete viene persa prima di raggiungere le utenze. Un'inefficienza che si traduce in costi maggiori per tutti.

In Basilicata, la situazione della dispersione idrica è particolarmente preoccupante. La media regionale si attesta al 63,3%. Questo valore è significativamente superiore alla media nazionale. L'infrastruttura idrica lucana presenta quindi criticità importanti che necessitano di interventi urgenti. La dispersione rappresenta uno spreco di una risorsa preziosa e un fattore che contribuisce all'aumento dei costi del servizio.

Il livello più alto di dispersione nella regione si registra a Potenza, con il 71%. La provincia potentina mostra quindi le maggiori perdite nella sua rete idrica. Al contrario, il dato più basso si rileva a Matera, con il 55,5%. Sebbene inferiore rispetto a Potenza, anche questo valore rimane elevato se confrontato con la media nazionale. La necessità di investimenti per l'ammodernamento delle reti idriche è quindi evidente.

Possibili soluzioni e risparmi

Il Rapporto suggerisce anche strategie per mitigare l'impatto delle bollette sui bilanci familiari. Se si considerasse un consumo annuo di 150 metri cubi, la spesa media nazionale scenderebbe a 415€. Questo comporterebbe un risparmio medio di 113€ rispetto al consumo di 182 metri cubi. La gestione oculata dei consumi domestici può quindi contribuire a ridurre la spesa.

Inoltre, il bonus sociale idrico rappresenta un sostegno concreto per le famiglie in difficoltà economica. Il risparmio medio annuo garantito da questo strumento si attesta sui 115€. Il bonus sociale è uno strumento fondamentale per assicurare l'accesso all'acqua potabile a tutti i cittadini, specialmente a quelli con redditi più bassi. L'efficacia di questi strumenti dipende anche dalla loro corretta informazione e accessibilità.

La combinazione di una gestione più efficiente delle reti idriche, la riduzione della dispersione e l'accesso ai bonus sociali potrebbe alleggerire il peso delle bollette idriche sui cittadini. L'indagine di Cittadinanzattiva lancia un segnale importante sulla necessità di interventi strutturali e politiche mirate a garantire un servizio idrico più equo ed efficiente in tutta Italia, con particolare attenzione alle criticità regionali come quelle riscontrate in Basilicata.

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