L'indagine sulla qualità della vita in Basilicata evidenzia una forte coesione sociale ma carenze nei servizi per giovani e anziani. È necessario un maggiore investimento in qualità urbana e opportunità.
Servizi territoriali carenti in Basilicata
Un'indagine del Sole 24 Ore nel 2026 ha analizzato la qualità della vita di bambini, giovani e anziani in Italia. I risultati per le province di Potenza e Matera mostrano un quadro complesso. Si conferma una solida coesione sociale e forti legami umani, tratti distintivi del territorio. Tuttavia, emergono significative debolezze nei servizi territoriali. Mancano opportunità lavorative adeguate e infrastrutture sociali per le diverse fasce d'età.
Antonio Bochicchio, capogruppo di Avs-Psi-Lbp nel Consiglio regionale della Basilicata, ha commentato i dati. Ha sottolineato la necessità di investire maggiormente nei servizi di prossimità. Sono cruciali anche l'educazione, la sanità territoriale e le politiche giovanili. La qualità urbana e il lavoro stabile sono altrettanto importanti. Il rafforzamento dell'università è un altro punto chiave.
Contraddizioni nel Mezzogiorno e criticità per famiglie
Il dirigente socialista ha evidenziato una contraddizione che interessa tutto il Mezzogiorno. Nelle province lucane, questa discrepanza appare ancora più marcata. Esistono reti familiari solide e comunità unite. C'è una buona capacità di interazione sociale. Mancano però servizi moderni e strutturati. Questi servizi dovrebbero sostenere concretamente famiglie, giovani e anziani. La politica ha il dovere di intervenire in questa direzione. L'adeguatezza della classe dirigente si misura su queste sfide.
Per quanto riguarda bambini e famiglie, sia la provincia di Potenza che quella di Matera si collocano nelle posizioni basse della classifica nazionale. La qualità della vita percepita è bassa. Pesano la carenza di asili nido. Vi è una scarsità di spazi verdi attrezzati e infrastrutture sportive limitate. Anche i servizi di prossimità risultano deboli.
Preoccupazioni per giovani e anziani: le priorità
Un dato positivo riguarda gli investimenti del Pnrr. Questi riguardano l'istruzione, l'università e il lavoro stabile. Anche la partecipazione alla scuola dell'infanzia è incoraggiante. Tuttavia, questi sforzi non sono sufficienti se i territori non offrono servizi quotidiani adeguati. I dati relativi ai giovani destano ulteriori preoccupazioni. Molti giovani abbandonano la regione in cerca di prospettive migliori. La precarietà lavorativa è un problema strutturale. La bassa trasformazione dei contratti a tempo indeterminato è un altro aspetto critico. La ridotta soddisfazione lavorativa contribuisce a questo esodo.
Anche per gli anziani emergono criticità importanti. La rete sanitaria e assistenziale necessita di un potenziamento. Si sta discutendo del nuovo Psr e dell'incremento del fondo sanitario. Questi dovrebbero essere il banco di prova per affrontare l'invecchiamento della popolazione. La medicina di prossimità, l'assistenza domiciliare e la telemedicina devono diventare priorità. L'accessibilità dei servizi è fondamentale.
Definire priorità politiche e amministrative
I dati del Sole 24 Ore non vanno interpretati come una semplice classifica. Devono diventare uno strumento utile per definire priorità politiche e amministrative. Senza un potenziamento concreto dei servizi e delle opportunità, si rischia lo spopolamento. Il tessuto sociale regionale si indebolirà ulteriormente. Questo scenario non è accettabile. La qualità della vita non si misura solo con indicatori economici. È fondamentale offrire prospettive e servizi a tutte le generazioni. Su questo fronte, è necessario un impegno maggiore.
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Cosa dice l'indagine del Sole 24 Ore sulla Basilicata? L'indagine del 2026 sulla qualità della vita in Basilicata evidenzia una forte coesione sociale ma carenze nei servizi territoriali, nelle opportunità lavorative e nelle infrastrutture dedicate a giovani e anziani.
Quali sono le criticità per bambini e famiglie in Basilicata? Le province di Potenza e Matera registrano criticità come la carenza di asili nido, la scarsità di spazi verdi attrezzati, infrastrutture sportive limitate e debolezza dei servizi di prossimità.
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