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Un intervento di demolizione a Matelica è stato bloccato per la presenza di amianto non bonificato. Quattro persone sono indagate per gestione illecita di rifiuti pericolosi.

Pericolo amianto evitato a Matelica

Un cantiere a Matelica, in provincia di Macerata, è stato al centro di un'indagine. Un'impresa edile stava per iniziare la demolizione di una palazzina. L'obiettivo era la ricostruzione post-sisma. I lavori erano previsti per il maggio 2025. Una ditta appaltatrice non aveva effettuato la bonifica dell'amianto. I Carabinieri Forestali di Matelica hanno scoperto il pericolo. Elementi edili contenenti amianto erano ancora presenti nell'edificio. La loro frantumazione avrebbe disperso fibre nocive. Il rilascio nell'aria avrebbe minacciato operai e residenti. La comunità locale era ignara del rischio imminente.

Indagini e accuse per quattro persone

Le indagini dei Forestali hanno portato a sviluppi significativi. La Procura di Macerata ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini. Quattro persone sono ora coinvolte. Si tratta di due imprenditori edili. Uno proviene dal milanese, l'altro da Roma. C'è anche un amministratore di condominio. Infine, un direttore dei lavori, entrambi di Matelica. Le accuse sono pesanti. Riguardano la gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi. Ci sono anche violazioni in materia urbanistica. Questi reati mettono in luce gravi negligenze. La sicurezza pubblica è stata messa a repentaglio.

Materiali pericolosi e sequestro dei fabbricati

Parte dei materiali contenenti amianto era già stata rimossa. Canne fumarie e comignoli erano stati staccati. Una ditta non identificata li aveva accumulati nel sottoscala. L'area era esposta agli agenti atmosferici. L'accesso degli operai era libero. Questo aumentava il rischio di contaminazione. Nell'edificio da demolire, c'erano altre fonti di pericolo. Cisterne in cemento e fibre di amianto si trovavano sul solaio. Porzioni di canna fumaria erano a terra. Erano incorporate nei muri divisori. Di fronte a questo scenario, i Carabinieri hanno agito. Hanno proceduto al sequestro di due fabbricati. Uno rappresentava un pericolo per la salute. L'altro ospitava un deposito illecito di rifiuti pericolosi.

Regolarizzazione e riavvio dei lavori

Successivamente, le attività sono state regolarizzate. È stato esposto il cartello dei lavori. È stato presentato un piano dettagliato. Una ditta specializzata si è occupata del trattamento dei rifiuti. La procedura ha riguardato i materiali contenenti amianto. Dopo questi passaggi, i cantieri sono stati dissequestrati. I materiali pericolosi sono stati messi in sicurezza. Sono stati poi allontanati dall'area. I lavori di demolizione e ricostruzione hanno potuto riprendere regolarmente. La situazione è rientrata nei canoni di legalità. Tuttavia, le accuse per i soggetti coinvolti rimangono.

Normative violate e responsabilità

I Carabinieri Forestali ricordano un principio fondamentale. La demolizione di edifici contenenti amianto richiede una bonifica preventiva. Questa operazione è obbligatoria. Deve avvenire prima dell'inizio dei lavori di demolizione. La normativa di riferimento è chiara. Si fa riferimento al Testo Unico sulla Sicurezza. Questo è il D. Lgs. n.81/2008. Viene citato anche il Testo Unico Ambientale. Si tratta del D. Lgs. n.152/2006. Queste leggi stabiliscono le procedure corrette. La loro violazione comporta conseguenze legali. I capi di imputazione contestati ai quattro indagati sono quindi significativi. L'episodio evidenzia l'importanza dei controlli. Essi garantiscono la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. La tutela dell'ambiente è un aspetto cruciale. Le normative esistono per prevenire incidenti gravi.

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