Il vescovo di Massa, Mario Vaccari, ha espresso solidarietà alla famiglia di Giacomo Bongiorni, uomo ucciso dopo aver rimproverato dei giovani. Ha affermato che Bongiorni ha agito correttamente, sottolineando la necessità di un patto educativo per i giovani.
Il vescovo sostiene l'azione di Bongiorni
Durante l'omelia funebre, il vescovo Mario Vaccari ha difeso pubblicamente Giacomo Bongiorni, la vittima. Ha dichiarato che Bongiorni ha agito in modo giusto intervenendo contro dei ragazzi che si stavano comportando male. L'aggressione subita da Bongiorni, secondo il vescovo, è degenerata da un legittimo richiamo per una bottiglia di vetro rotta.
Il presule ha aggiunto: «Giacomo ha fatto una cosa giusta. E questa Chiesa è qui anche per raccogliere la sua voce, il suo richiamo». Ha poi rivolto parole di conforto alla famiglia, definendola colpita da un'ingiustizia brutale. Al figlio undicenne di Bongiorni, il vescovo ha assicurato che suo padre era un uomo buono e che il suo gesto era corretto.
Un appello alla comunità e alle istituzioni
Il vescovo Vaccari ha sottolineato come la comunità di Massa, la diocesi e le persone vicine alla famiglia non li lasceranno soli. Ha ricordato la fiaccolata che ha visto la partecipazione di 10 mila persone, descrivendola come un momento in cui la città si è riconosciuta e ha rifiutato la violenza. «Quelle diecimila persone ci hanno consegnato una responsabilità», ha affermato.
Ha poi esteso questa responsabilità alle istituzioni, alle scuole, alle famiglie e alle comunità cristiane. Il vescovo ha parlato di «perdono e riconciliazione», ma ha chiarito che non sta chiedendo alla famiglia di Giacomo di perdonare gli assassini. Il suo appello è rivolto alla riparazione del tessuto sociale lacerato, per evitare di essere distrutti dall'odio e dalla logica dello scontro.
Vaccari ha criticato la rabbia che rischia di trasformarsi in chiusure e contrapposizioni, e ha visto il dolore per la morte di Giacomo strumentalizzato per dire cose che lui non avrebbe voluto. Ha ribadito che un nuovo inizio non può nascere dalla vendetta, dalla paura o dall'indifferenza, ma solo da una comunità che sceglie il dialogo.
Individuare le cause profonde della violenza giovanile
Il vescovo ha evidenziato come l'episodio di Giacomo indichi una crepa nel modo in cui si crescono i figli e si supportano le loro fasi più fragili. Ha affermato che i giovani che esplodono in questo modo non nascono all'improvviso, ma sono il risultato di anni in cui nessuno è riuscito a tenerli. Per questo motivo, ha lanciato un appello diretto alle istituzioni: il Comune, la Prefettura, le scuole e i servizi sociali.
Ha richiesto non solo un maggiore controllo, ma un «patto educativo vero». Questo patto dovrebbe riunire tutti i soggetti coinvolti nella crescita dei giovani. La Chiesa di Massa Carrara-Pontremoli si è dichiarata disponibile a fare la propria parte attraverso le parrocchie, gli oratori e le comunità.