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Tre sacerdoti, don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli, sono stati proclamati beati a Bologna. Hanno scelto di restare con la loro comunità durante le violenze naziste a Marzabotto, trovando il martirio.

Beatificazione a Bologna per i martiri di Marzabotto

La cerimonia di beatificazione per tre sacerdoti martiri di Marzabotto si è svolta nella basilica di San Petronio. Erano presenti numerose autorità religiose. Il cardinale Marcello Semeraro ha presieduto la messa. L'arcivescovo Matteo Zuppi ha concelebrato. La basilica era gremita di fedeli. Un lungo applauso ha accompagnato la proclamazione.

I tre religiosi sono don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli. Hanno scelto di non abbandonare la loro gente. La loro scelta è stata ricordata durante la celebrazione. Non hanno cercato il martirio, ma lo hanno affrontato per fedeltà. La loro testimonianza è un esempio per tutti. La loro memoria vive nella comunità.

Il sacrificio di don Ubaldo Marchioni

Il cardinale Semeraro ha ricordato il sacrificio di don Ubaldo Marchioni. Poteva salvarsi, ma scelse di restare. Morì sui gradini dell'altare. Don Marchioni aveva solo 26 anni. Fu fucilato al termine della messa. La chiesa si trovava a Casaglia. Questo luogo è simbolo della memoria di Monte Sole. La strage di Marzabotto fu un evento tragico. Fu il più grave eccidio di civili della Seconda Guerra Mondiale. Accadde nell'estate del 1944. La chiesa di Casaglia fu poi incendiata dai nazisti. Ora è un rudere. Lo stesso luogo è stato teatro di un evento recente. L'arcivescovo Zuppi ha iniziato una maratona di lettura. Leggeva i nomi dei bambini morti in Palestina e Israele.

Dopo l'uccisione di don Marchioni, le altre persone presenti furono fatte uscire. Furono condotte verso il cimitero. Lì rimasero circa mezz'ora. Erano sorvegliate dalle SS. Poi furono fatte rientrare. Furono colpite da raffiche di mitraglia e bombe a mano. Questo terribile evento accadde il 29 settembre. La violenza nazista non risparmiò nessuno. La comunità pagò un prezzo altissimo.

La morte di padre Capelli e don Comini

Il primo ottobre 1944 morirono padre Martino Capelli e don Elia Comini. Padre Capelli era un dehoniano. Aveva 32 anni. Era cappellano a San Michele di Salvaro. Don Elia Comini era salesiano. Si trovava in quei luoghi per visitare parenti. I due sacerdoti accorsero per assistere i prigionieri. Si trovavano a Pioppe di Salvaro. Furono ammassati con decine di uomini. Vennero rinchiusi nella botte d'acqua. Questo accadde nello stabilimento delle Industrie Canapiere Italiane. Lì trovarono la morte. I loro corpi furono lasciati galleggiare. Non fu permesso il loro recupero. La loro sorte fu terribile.

La loro morte si aggiunge alla lunga lista di vittime. La violenza nazista colpì indiscriminatamente. La comunità religiosa e civile soffrì enormemente. La memoria di questi eventi è fondamentale. Serve a non dimenticare gli orrori della guerra. E a onorare chi ha sacrificato la propria vita. Per difendere i valori di umanità e fede.

Altri sacerdoti martiri di Marzabotto

Altri sacerdoti hanno pagato con la vita la loro vicinanza alla gente. Don Giovanni Fornasini fu proclamato beato nel 2021. Aveva 29 anni. Fu ucciso il 13 ottobre 1944. Era andato a cercare don Marchioni. L'incontro doveva avvenire a San Martino di Caprara. Anche lui è una figura importante. La sua morte testimonia la brutalità del conflitto. E il coraggio di chi si oppose.

Un altro sacerdote martire fu don Ferdinando Casagrande. Aveva 30 anni. Rimase fino all'ultimo. Presidiava la parrocchia ai piedi di Monte Sole. Fu ucciso il 9 ottobre. Stava uscendo dal rifugio. Cercava cibo per sé e per i compagni. La sua azione era dettata dalla necessità. E dalla solidarietà. La sua morte segna un altro capitolo doloroso. Nella storia di Marzabotto.

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