Legambiente Basilicata plaude a sei nuovi impianti per energie rinnovabili ma solleva dubbi sulla proroga concessa a Eni per estrazioni fossili. L'associazione chiede una strategia regionale chiara per la transizione energetica e occupazionale.
Nuovi impianti rinnovabili in Basilicata
Il presidente di Legambiente Basilicata, Antonio Lanorte, ha salutato positivamente l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri. Si tratta di sei nuovi progetti legati alle energie rinnovabili. Un impianto eolico sorgerà a Grottole. Altri cinque impianti fotovoltaici saranno realizzati in diverse località. Questi includono Ferrandina, Salandra, Garaguso, Montemilone e Craco.
Questi sviluppi rappresentano un passo avanti verso l'indipendenza energetica del paese. Contribuiscono anche alla decarbonizzazione del sistema elettrico nazionale. L'associazione vede in questi progetti un segnale positivo per il futuro energetico. La Basilicata si posiziona così per un ruolo più attivo nella transizione ecologica.
L'approvazione di questi sei impianti è un riconoscimento dell'importanza delle fonti pulite. Legambiente Basilicata sottolinea come questi progetti possano portare benefici ambientali ed economici. La loro realizzazione è vista come un'opportunità per modernizzare il settore energetico regionale.
Preoccupazione per la proroga ad Eni
Tuttavia, la soddisfazione di Legambiente è mitigata da un'altra decisione. Il Consiglio dei Ministri ha espresso parere favorevole anche per una proroga. Riguarda la validità del decreto di compatibilità ambientale concesso a Eni. Questo decreto risale al 2015. Copre l'Area Cluster Sant'Elia 1-Cerro Falcone 7, situata a Marsicovetere.
Lanorte ha spiegato le implicazioni di questa decisione. Ha affermato che la prospettiva di un rilancio delle estrazioni di combustibili fossili in Basilicata diventa più concreta. Attualmente, queste attività sono ai minimi storici. La proroga concessa ad Eni potrebbe quindi significare un'estensione delle attività legate ai combustibili tradizionali.
Questa situazione crea un quadro contrastante. Da un lato si promuovono le rinnovabili. Dall'altro si concede ulteriore spazio alle fonti fossili. Legambiente esprime quindi una forte preoccupazione per questa bifrontalità. La considera non rassicurante per gli obiettivi di transizione ecologica.
La richiesta di Legambiente: strategia e transizione
Per accelerare concretamente la transizione verso le energie rinnovabili, Legambiente Basilicata avanza diverse proposte. Chiede uno snellimento degli iter autorizzativi. È fondamentale accelerare la realizzazione dei grandi impianti a fonti pulite. Si punta anche al revamping e repowering degli impianti eolici esistenti.
Inoltre, si auspica un'ampia diffusione del fotovoltaico a terra. Questo dovrebbe avvenire preferibilmente in aree industriali o degradate. È cruciale investire nel potenziamento delle reti elettriche e degli sistemi di accumulo. Fondamentale anche il supporto alle comunità energetiche e agli impianti di digestione anaerobica per la produzione di biometano.
Lanorte definisce questo quadro «non rassicurante». Sottolinea la necessità di porre con forza il tema della riconversione industriale. La conversione del settore oil&gas in Basilicata è vista come una prospettiva necessaria e conveniente. Superare la stagione petrolifera è un obiettivo primario.
Necessità di una strategia regionale condivisa
Il presidente di Legambiente Basilicata ribadisce l'urgenza di una strategia regionale condivisa. Questa strategia deve mettere al centro gli investimenti sostenibili. Ma non solo. Deve essere accompagnata da un piano straordinario per la transizione occupazionale. Affrontare il tema dei lavoratori del settore fossile è cruciale.
Purtroppo, questi temi non sono ancora centrali nel dibattito politico-istituzionale della regione. Questo accade a poco più di tre anni dalla fine della concessione Eni/Shell in Val d'Agri. Legambiente chiede quindi maggiore attenzione e azioni concrete. La Basilicata ha bisogno di una visione chiara per un futuro sostenibile.
La mancanza di una strategia regionale condivisa rappresenta un ostacolo. Impedisce di cogliere appieno le opportunità offerte dalla transizione ecologica. Legambiente si impegna a continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. L'obiettivo è costruire un futuro più verde e giusto per la Basilicata.
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