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Un ottantenne ex avvocato di Campobello di Mazara, accusato di associazione mafiosa, è stato ritenuto capace di intendere e volere dai periti. Il processo prosegue verso il dibattimento.

Capacità cognitiva confermata dai periti

L'ottantenne ex avvocato Antonio Messina, residente a Campobello di Mazara, si trova imputato per associazione mafiosa. Il tribunale di Marsala ha ascoltato i pareri dei periti medici.

Il medico legale Pierangela Fleres e l'oncologo Francesco Verderame hanno confermato la sua capacità cognitiva. La perizia era stata disposta dal collegio giudicante.

La richiesta di accertamento era giunta dall'avvocato difensore Paolo Paladino. Il professionista assiste l'imputato insieme al collega Biagio Di Maria. Il pubblico ministero della DDA, Vincenzo Amico, si era opposto alla perizia.

Rigettato il tentativo di sospensione del processo

La difesa aveva tentato di ottenere la sospensione del procedimento giudiziario. Le motivazioni addotte riguardavano presunte ragioni di salute dell'imputato.

Il tribunale ha respinto questa istanza. Acquisito il parere medico-legale, è stata dichiarata l'apertura del dibattimento.

Il processo è stato quindi rinviato. La prossima udienza è fissata per l'8 luglio. In quella data si procederà con la richiesta di ammissione delle prove avanzata dal PM.

Verrà inoltre conferito l'incarico per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche. Queste ultime sono state raccolte durante la fase delle indagini preliminari.

Il ruolo di Antonio Messina nell'organizzazione

Secondo gli inquirenti, Antonio Messina avrebbe avuto un ruolo centrale. Per anni avrebbe gestito gli affari e le risorse economiche della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara.

La sua figura sarebbe stata cruciale anche per il sostegno a Matteo Messina Denaro. Quest'ultimo è stato a lungo latitante.

L'ex avvocato vanta precedenti penali significativi. In passato è stato condannato a 7 anni e successivamente a 23 anni di reclusione. Le accuse riguardavano traffico di droga e concorso esterno in associazione mafiosa.

Queste condanne avevano portato alla sua radiazione dall'albo degli avvocati.

Parti civili nel procedimento

Nel procedimento sono presenti diverse parti civili. Hanno manifestato interesse i comuni di Castelvetrano e Campobello di Mazara. Sono costituite anche le associazioni antimafia “Caponnetto” e “Pio La Torre”.

Queste ultime sono rappresentate dagli avvocati Francesco Vasile, Maika Giacalone, Cristina Sciuto e Katya Ziletti. La loro presenza sottolinea l'importanza sociale e civile del processo.

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