Cronaca

Ritrovato libretto risparmio 1963: 1000 lire valgono 50mila euro

10 marzo 2026, 20:45 2 min di lettura
Ritrovato libretto risparmio 1963: 1000 lire valgono 50mila euro Stemma del Comune Margno
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Ritrovamento inaspettato a Margno

Un attore di 72 anni, Umberto Libassi, ha fatto una scoperta sorprendente in un vecchio baule a Margno. Tra documenti e vecchi testi teatrali, ha ritrovato un libretto di risparmio al portatore risalente al 25 ottobre 1963. Il documento, intestato a suo nome, era stato depositato presso la Cassa di Risparmio di Trieste.

Il libretto, numero 5249 dell'agenzia di via Montorisino 3, era rimasto nascosto per decenni. Libassi, originario della Valsassina ma residente ora in Veneto, ha ereditato il baule dai genitori. La scoperta è avvenuta durante un recente trasloco, quando ha deciso di aprirlo e riordinare il suo contenuto.

Il valore del libretto: da mille a 50mila euro

Le mille lire originariamente depositate sul libretto, secondo una prima stima, potrebbero oggi equivalere a circa 50mila euro. Questo valore comprende la rivalutazione monetaria, gli interessi legali e la capitalizzazione maturati dal 1963 fino alla data del ritrovamento.

L'attore ha deciso di intraprendere le vie legali per ottenere il rimborso. Si è affidato all'avvocato Stefano Rossi dell'Associazione Italia di Roma, il quale sta seguendo la pratica per conto del suo assistito. Un consulente ha confermato la potenziale consistenza economica del libretto.

Chi deve pagare: Unicredit e Ministero

La Cassa di Risparmio di Trieste, istituto che originariamente emise il libretto, non esiste più. Tuttavia, l'avvocato Rossi sostiene che la responsabilità del pagamento ricada su Unicredit, banca che ha assorbito la precedente istituzione finanziaria. In solido, dovrebbe rispondere anche il Ministero dell'Economia.

Una delle questioni legali più delicate riguarda la prescrizione. L'avvocato Rossi ritiene che il termine decennale per la richiesta di rimborso non sia ancora scaduto. La decorrenza, secondo la sua interpretazione, inizierebbe solo dalla data del ritrovamento del titolo, dato che il beneficiario ignorava l'esistenza del credito.

Un fenomeno diffuso in Italia

Il caso di Umberto Libassi non è isolato. In Italia si stima che ci siano circa 10 milioni di titoli di credito, tra cui buoni postali, libretti bancari e titoli di stato, che non sono mai stati riscossi. Molti di questi potrebbero ancora essere validi e rappresentare un valore economico significativo per i legittimi proprietari o i loro eredi.

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